5G, nuvole nere sull’asta. Fastweb in prima linea contro le regole Agcom

L’operatore guidato da Alberto Calcagno accoglie “con sorpresa” le condizioni della gara che frutterà allo Stato 2,5 miliardi: “Favorito l’accaparramento di spettro da parte di player mobili con dote frequenziale già consolidata. Rischio rallentamento sviluppo rete 5G in Italia”. E si riserva “di valutare una reazione al riguardo”.

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Regole di gara appena messe a punto. E giù si preannunciano nuvole nere tra gli operatori Tlc che parteciperanno all’asta 5G da cui si attendono almeno 2,5 miliardi di incasso per lo Stato. A farsi sentire per primo è Fastweb che in una nota dichiara di accogliere “con sorpresa le regole fissate da Agcom”. In particolare l’azienda guidata da Alberto Calcagno si riferisce alle regole con cui è strutturata la messa a gara di una delle tre bande di frequenze, la 3.6-3.8 Ghz.Si tratta di una fascia di spettro particolarmente appetibile perché libera da subito (la banda 700Mhz si libererà entro il 2022).

Fastweb aveva già richiesto al regolatore di riservare una porzione di frequenze in questa banda ai nuovi entranti, alternativi a Vodafone, Tim e Wind-Tre. “Il 3,6-3,8Ghz è il candidato ideale aveva detto Andrea Lasagna, Technology officer di Fastweb – perché ha caratteristiche di ampiezza di banda ottime e copertura adeguata e avrà disponibilità di prodotti già nel 2018-2019. In questo modo si darebbe la possibilità di far partire subito i servizi 5G”. L’operatore aveva proposto ad Agcom “blocchi da 20 Mhz, così da dare la possibilità a molti più soggetti di partecipare alla gara e di aggiudicarsi singoli lotti”.

L’authority invece ha scelto diversamente prevedendo di confezionare la fascia 3,6-3,8 in “pacchetti” da due lotti da 80 MHz e due lotti da 20 MHz con un cap pari a 100 MHz. All’osservazione, avanzata a suo tempo da Fastweb, che nell’asta UK sono stati previsti blocchi più piccoli, l’authority risponde che “la situazione in Europa è molto frastagliata e nel Regno Unito molto differente da quella italiana sia rispetto alla collocazione dei lotti – ha spiegato il commissario Agcom Antonio Nicita – sia rispetto alle disponibilità pregresse di spettro degli operatori. L’Italia, rispetto ad altri paesi, soffre poi di un ritardo strutturale di due anni sulla banda 700. Per non perdere quindi l’impulso al salto tecnologico e preservare i buoni risultati delle sperimentazioni ministeriali occorreva garantire portanti ampie sulla banda 3.8-3.8”.

Non basta: “Le istituzioni europee e la legge di bilancio – dice ancora Nicita – hanno insistito sulla necessità di avere blocchi fino a 100 MHz, per consentire di sfruttare al massimo le potenzialità della tecnologia 5G”.

Ma secondo Fastweb “le scelte di Agcom non facilitano l’accesso di un nuovo entrante e favoriscono indiscutibilmente l’accaparramento di questa parte di spettro da parte degli operatori mobili con una dote frequenziale già consolidata, con l’effetto di rallentare il deployment di una rete 5G in Italia”.

L’operatore rimane fortemente determinato “a implementare la propria strategia 5G con l’obiettivo di offrire ai propri clienti la migliore qualità sul fisso e sul mobile”. Ma ora “si riserva di valutare la propria reazione al riguardo”.

 

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