Acea sempre più smart: via libera al piano industriale da 3 miliardi

ACEA, via libera al piano industriale da 3 miliardi. Nel piano anche forti investimenti per la stesura di fibra ottica.

Tre miliardi di euro di investimenti strutturali. Con 400 milioni di euro legati a progetti di innovazione tecnologica. Il potenziamento dell'acquedotto del Peschiera. Un piano straordinario di bonifica su oltre 800 chilometri di rete idrica e fognaria. 1500 chilometri di fibra ottica. L'ampliamento degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Acea ha scelto la Borsa di Milano per presentare il proprio Piano industriale 2018-2022, approvato ieri dal consiglio di amministrazione della multiutility.

Quattro i pilastri strategici indicati: forte crescita industriale, attenzione al territorio basata su uno sviluppo sostenibile orientato alla decarbonizzazione attraverso una maggiore elettrificazione dei consumi, innovazione tecnologica ed efficienza operativa "con conseguenti risparmi per circa 300 milioni di euro nell'arco del piano". Nel settore idrico verrà messo in campo un piano straordinario di bonifica su oltre 800 chilometri di rete idrica e fognaria e un potenziamento dei grandi impianti di depurazione con una razionalizzazione delle 40 strutture minori.

In quanto ad insfrastrutture energetiche Acea si è posta l'obiettivo di rifare oltre 2500 chilometri di rete a bassa tensione e di mettere in pratica una 'smartizzazione' della rete di Roma Capitale con la posa di circa 1500 chilometri di fibra ottica. E ancora: rifiuti. La multiutility vuole ampliare i propri impianti di trattamento dei rifiuti, in particolare di compostaggio, con una previsione a fine piano pari a 1,7 milioni di tonnellate pari ad un incremento del 70% rispetto all'ammontare attuale. Ulteriori "iniziative strategiche" prevedono l'ingresso nel mercato della distribuzione del gar naturale.

In termini di margine operativo, entro il 2022, Acea conta di raggiungere un margine operativo lordo di 1,1 miliardi di euro, pari ad una crescita annua del 6%. Per quanto riguarda l’utile netto, si attesterà nel 2020 a circa 282 milioni per arrivare a 332 milioni a fine piano.

"Acea" ha commentato l’amministratore delegato Stefano Donnarumma "è un gruppo industriale che deve e vuole tornare alla sua originaria vocazione: gestire infrastrutture, renderle più resilienti e realizzarne di nuove sempre più performanti ed efficienti, cavalcare l'innovazione, praticare una sana disciplina finanziaria, coltivare una grande attenzione per l'ambiente e remunerare bene i propri azionisti. Questi sono i pilastri del nostro piano. Le fondamenta sulle quali costruire il lavoro che ci attende".

 

Fonte: RomaToday

Posted in:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *