Convegno 21 febbraio 2019: GM Servizi SRL partner

Il 21 febbraio si è tenuto presso “La Casa dell’Aviatore” il convegno dal titolo: “La nuova generazione di Sensoristica Metereologica per la Difesa: compatibilità tra SWS e IOT”. Una mattinata ricca di interventi sulla nuova sensoristica militare. Al centro del convegno il progetto dell’aereonautica militare sulle nuove stazioni metereologiche.

Obiettivo? La convergenza tra Standard Weather Station (SWS) e Internet Of Things (IoT). “Da sempre l’aereonautica militare possiede una capacità autonoma e osservativa per quanto riguarda il settore meteo tanto che conta oggi ben 150 stazioni, sia presidiate che automatiche. I dati metereologici raccolti al suolo sono gestiti secondo gli standard vigenti in ambito internazionale. Il personale impiegato ben 315 sottoufficiali osservatori” queste le parole De Martinis, Capo IV Rep. SMA Aeronautica Militare Italiana e responsabile del progetto.

Tanti sono i fattori che spingono l’aereonautica a voler utilizzare le nuove tecnologie. Una delle necessità principali quella di automatizzare i processi operativi di manutenzione e ammodernare gli strumenti che oggi sono ancora analogici.

Ovviamente non si parla solo di ammodernamento e manutenzione ma anche di una diminuzione dei costi per ogni singola stazione meteo.

La vera forza dell’utilizzo delle nuove tecnologie è quella di poter raccogliere una mole di dati impressionante. Basti pensare che, come detto dal Professore Francesco Palmieri: “da quando c’è Internet l’umanità ha prodotto molti più dati che durante tutta la sua esistenza”.

Questi dati saranno condivisi, come già succede, per i dati dell’attuale rete con altri soggetti che operano in campo meteorologico.

Il progetto prevede tre macro blocchi. Nel primo troviamo l’integrazione di sensori digitali e analogici da interconnettere poi (secondo blocco) con sistemi via via più complessi. Il terzo blocco prevede l’elaborazione verso i server reali e virtuali disponibili in aeronautica militare con sistema aperto Linux con degli appositi programmi.

Un altro tema centrale è l’utilizzo e la validazione del dato. Non tutti i dati raccolti sono utili. Per comprendere quali utilizzare e validare c’è bisogno di un’analisi sia in sede locale, analizzando il dato appena raccolto, sia in sede centrale per poi poter produrre report e analizzare nell’insieme i dati confrontandoli con loro.

La scelta dell’utilizzo di smart sensors non è casuale. Il sogno, come viene definito da De Martinis “è quello di avere un sistema che mi dice sono vicino a una failure, la failure è di questo tipo non ho magazzino si trova in tempi rapidi il pezzo che manca e si va a sostituire”.

Un sistema aperto basato su smart sensors con sensori in grado di autodiagnosticarsi e facilitare poi la sostituzione del pezzo.

Un altro punto a favore dell’Internet Of Things è quello di poter creare delle stazioni durature nel tempo e in grado di evolversi facilmente grazie alla loro “intelligenza”.

De Martinis aggiunge: “Gli oggetti che vogliamo mettere dentro hanno una loro intelligenza la acquisiscono perché comunicano non solo i dati che rilevano ma anche i dati che ci dicono come stanno funzionando e funzioneranno nel breve periodo”.

Quindi Internet e Oggetti come binomio perfetto per passare poi dall’Internet of Things al concetto di Industrial Internet Of Things o fabbrica 4.0.

I concetti chiave della giornata sono stati: open solutions, smart sensors e sicurezza. E proprio la sicurezza è stato un argomento trattato dall’inizio fino alla fine dell’evento.

Una delle grandi sfide in tema IoT e sensori è la vulnerabilità delle reti. Basti pensare che la maggior parte degli oggetti connessi si affida a Linux sistema aperto e maggiormente esposto ad attacchi. Nel 2009, dopo la nascita dei primi oggetti connessi, è nato anche Shodan, un motore di ricerca dedicato ai dispositivi collegati a Internet è chiamato anche il motore di ricerca del mondo dell’Internet delle cose.

Per entrare in questi sistemi o violare un qualsiasi tipo di oggetto non serve essere degli Hacker, basta rintracciare l’indirizzo IP dell’oggetto.

Ovviamente sono stati illustrati anche scenari catastrofici, dal Prof Francesco Palmieri, come dirottamenti di aerei o droni di ricognizione ma, non bisogna sottovalutare anche tante piccole cose che sono state fatte con questo semplice motore da persone comuni come entrare nei baby monitor e parlare ai bambini.

Nel pomeriggio invece il programma ha previsto degli incontri one- to- one con aziende operanti nel settore IT tra cui anche GM Servizi, partner attiva.

Insomma, un convegno stimolante e pieno di confronti per capire dove stiamo andando. Le basi come abbiamo potuto capire ci sono. Tutto sta nel continuare a lavorare e non avere paura di investire.

Il programma della giornata

Orario Sessione Speaker
9.30 – 9.40 Saluti Antonio Spalletta Organizzazione evento
9.40 – 10.00 Introduzione e visione della     difesa Gen. C.A. Luigi De Leverano
10.00 – 10.15 SWS AM? De Martinis
10.15 – 10.30 IoT Prof. Francesco Palmieri
10.30 – 10.45 Infrastruttura IoT e Mobile Rodolfo Rotondo
10.45 – 11.00 Sicurezza per sistemi IoT Alessandro Forte
11.00 – 11.15 Logistica 4.0 Carlo Calò
11.30 – 11.50 RVR, Visibilimetri, BLM e Thunderstorm Detector Gary Stevens
11.50 – 12.05 Sistemi Anemometrici Uwe Juenemann
12.05 – 12.20 Strutture Frangibili di nuova generazione Greg Wozniak
12.20 – 12.35 Sistemi per la Visibilità                Prevalente Sales department Microstep
12.35 – 12.50 Termoigrometri, Pluviometri… Egidio Bertossi
14.30 – 17.00 Workshop con le aziende GM Servizi SRL; Trend Micro; Oracle; BIRAL; Pollite; Thies Clima; Siap+ Micros
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