Exprivia-Italtel, ecco i dettagli del piano

Favuzzi e Pileri illustrano la roadmap che punta al merger. Nei prossimi tre anni brand e compagini societarie separati ma offerta convergente. Gran parte degli esuberi Italtel integrata in Exprivia. 20 milioni di investimenti annui per "aggredire" il mercato digitale italiano

di Mila Fiordalisi

Si snoderà in tre fasi il cammino della “nuova” Exprivia-Italtel. L’obiettivo ultimo è quello del merger ma prima di allora le due aziende vivranno un lungo periodo di “fidanzamento” che servirà a definire al meglio il business plan e il perimetro della governance e a “riposizionare” l’azienda in chiave nazionale e internazionale.

Nella prima fase, che durerà 3 anni i due brand resteranno separati così come le compagini societarie. Stefano Pileri continuerà a guidare Italtel e Domenico Favuzzi sarà a capo di Exprivia. “Nomineremo un nuovo cda – ha annunciato Favuzzi in un incontro con la stampa – e l’obiettivo è quello di una governance integrata. La governance di gruppo sarà importante ai fini delle sinergie”. Alla fine del triennio si aprirà la “finestra” fondamentale per valutare l’opzione di integrazione, ossia per portare a compimento il progetto di fusione per creare una "newco" valutata (ad oggi) 600 milioni. Ma se quest’ultimo non dovesse avere successo i soci saranno liberi – questa la terza fase – di rifare il progetto ex novo. Con un aggregato di 3.000 dipendenti, 600 milioni di fatturato, di cui il 40% all’estero, la nuova Exprivia-Italtel punta a posizionarsi come un’azienda con tutte le caratteristiche per imporsi in qualità di leader dalle peculiarità uniche nel campo delle reti “convergenti” quelle in cui gli ingredienti Tlc e IT si fondono in un tutt’uno.  

La liasion fra un player storico come Italtel (classe 1921) e una realtà “giovane” come Exprivia (l’azienda è stata costituita, nella sua attuale configurazione, nel 2005) promette bene, ne sono certi i due “capitani”. “Insieme investiremo circa 20 milioni l’anno e non escludiamo acquisizioni”, ha sottolineato Favuzzi. I due potranno contare anche sul partner internazionale Cisco, in “quota” parte per il 20%. “L’operazione complessiva vale 155 milioni – ha spiegato ancora Favuzzi –. Ma ci tengo a sottolineare che il progetto Exprivia-Italtel si configura come un progetto di sviluppo sia sul piano del fatturato sia su quello delle risorse”. Se è vero infatti che ammontano a circa 200 gli esuberi in casa Italtel è anche vero che nel prossimo triennio la nuova Exprivia-Italtel prevede di assumere 130 nuove unità, di cui la gran parte sarà “riassorbita” proprio dalle fuoriuscite Italtel. Ed è solo l’inizio. “Il momento di mercato è più che propizio – ha sottolineato Stefano Pileri – Si sta affermando il principio che le reti di Tlc sono destinate a trasformarsi in reti informatiche. Quindi serviranno nuove e fondamentali competenze in particolare sul fronte data center e software anche e soprattutto in vista del 5G mobile, per non parlare poi della partita Industria 4.0 e più in generale della digitalizzazione delle aziende e della PA. Exprivia-Italtel può già considerarsi fra i primi player a interpretare il nuovo paradigma grazie agli asset convergenti”.

Da non sottovalutare le commesse che arriveranno nell’ambito dei bandi Infratel per la realizzazione della rete in fibra di proprietà pubblica nelle aree bianche del Paese, quelle a fallimento di mercato. Se è vero che Italtel non potrà più contare sul maxi-contratto con Telecom Italia – l’accordo quadriennale scaduto non è stato rinnovato – è anche vero che sul mercato si è affacciato un nuovo player, Open Fiber, già vincitore della prima gara e con tutta probabilità aggiudicatario anche della seconda.

La nuova Exprivia-Italtel farò leva sulle competenza e gli asset aggregati per “aggredire” e conquistare il mercato. “Siamo pronti per le nuove sfide – ha concluso Pileri – e abbiamo tutte le carte per diventare un punto di riferimento del digitale a livello nazionale”. Un’attenzione particolare nella fase di transizione sarà dedicata anche alla gestione del personale. Un tema su cui Exprivia si sta impegnando da tempo, precisamente dal 2015 quando ha scelto di implementare il programma Exprivia People Care. Un piano di welfare aziendale, nato per anticipare le trasformazioni in atto nel mondo contemporaneo e intervenire sui nuovi bisogni dei suoi dipendenti, che ha ricevuto da Easy Welfare il premio come “miglior piano welfare per il Sud Italia”.

Fonte: Corriere Comunicazioni

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