Fibra ottica, prospettive europee del modello wholesale only

Secondo gli analisti di Barclays Capital, il modello wholesale only avrà un forte impatto sul mercato della banda ultralarga soprattutto in Italia, Regno Unito e Germania.

Fonte: Key4Biz -  @PaoloAnastasio1

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L’Italia è il paese più indicato per la “tempesta perfetta” della fibra, perché ci sono le condizioni più propizie per lo sviluppo della banda ultralarga in FTTH, e il modello italiano di operatore wholesale only incarnato da Open Fiber è quello che trova il “terreno più fertile per investimenti in infrastrutture” alternative a quelle dell’incumbent. Questa in sintesi la conclusione dell’analisi appena condotta da Barclays Capital (BarCap) (“The rise of the Wholesale-only model”) sulle prospettive di sviluppo del modello “wholesale only” in Europa, dove secondo gli analisti soltanto Regno Unito e Germania, al di là del nostro paese, potranno vedere in prospettiva sviluppi su ampia scala dell’FTTH.

Wholesale only minaccia per Telecom Italia, BT e DT
A soffrire maggiormente le conseguenze di questo scenario futuro saranno appunto gli incumbent, secondo Barclays Capital, che vedono in Telecom Italia, British Telecom e Deutsche Telekom i player più esposti sul mercato della banda larga. Effetti negativi che potranno essere mitigati con un calo dei prezzi di accesso all’ingrosso o da una accelerazione degli investimenti in FTTH da parte dei due incumbent.

Su Telecom Italia pesa inoltre l’incertezza sulla governance e lo scontro in atto fra Vivendi ed Elliott, che nel breve termine, secondo gli analisti, catalizzerà l’azienda a scapito della realizzazione della fibra, sostiene BarCap.

Vedremo se sarà davvero così, ma intanto però Barclays Capital, in ragione di queste prospettive, ha deciso per il downgrade del titolo di British Telecom.

Wholesale only vantaggio per Iliad e Vodafone
Al contrario, fra gli operatori che potrebbero trarre maggiori vantaggi dallo sviluppo del modello wholesale only in modalità FTTH ci sono invece Iliad, sia sul mercato francese ma anche in prospettiva in Italia dove la low cost sta per sbarcare nel mobile ma in prospettiva anche nel mercato del fisso, con Open Fiber come potenziale partner. Anche Vodafone è ben posizionata nel mercato broadband fisso nel Regno Unito ma anche in Germania e Italia, dove l’alleanza con Open Fiber è considerata dagli analisti un plus per lo sviluppo del business su rete fissa della compagnia lato retail.

Wholesale only, il modello Open Fiber
L’operatore italiano, secondo gli analisti di BarCap, gode di alcuni vantaggi competitivi che non si ritrovano in altri paesi della Ue. In primo luogo, nel nostro paese non c’è una rete televisiva via cavo e “la rete FTTH di Telecom Italia è limitata”, il che lascia ampi spazi di sviluppo all’operatore controllato da Enel e Cdp. I dati dicono che l’Italia ha una copertura del 22% oltre i 30 Mbps a fronte di una media Ue del 64%. Per quanto riguarda i 100 Mbps, la copertura nel nostro paese si ferma al 2% a fronte della media Ue del 6%.

NGN, un mercato a tre player in Italia
Oggi Telecom Italia è il primo operatore italiano FTTx con una copertura del 75% delle case a fine 2017 (di cui 18,7 milioni in FTTC e 2,3 milioni in FTTH). Il secondo player è Fastweb con una copertura del 32%, seguito da Vodafone con il 14%. Secondo gli analisti di BarCap, Telecom Italia manterrà il primo posto e nel 2020 avrà raggiunto una copertura dell’80% delle case in FTTx. Fastweb ha in programma di raggiungere la copertura del 50% entro il 2020 “con particolare focus sull’upgrade della rete FTTC in FTTH nel breve termine”, si legge nel report. Open Fiber ha dichiarato nei suoi piani che intende raggiungere 18,8 milioni di case al 2022, incluse le aree C e D dei bandi Infratel.

Copertura FTTH
Parlando di copertura FTTH, Open Fiber dovrebbe diventare il primo operatore FTTH nazionale nel 2020, passando dai 2,4 milioni di case coperte oggi a 13,1 milioni previste per allora secondo le stime degli analisti. Dal canto suo, secondo le stime, Telecom Italia conta oggi 2,3 milioni di abitazioni coperte in FTTH che secondo i piani saranno 5 milioni nel 2021. Infine, Fastweb, infine, conta oggi 3 milioni di abitazioni in FTTH che secondo gli analisti diventeranno 5,2 milioni nel 2021.

I partner di Open Fiber
I partner di Open Fiber sono forti, da Vodafone e Wind Tre, e il project financing settennale per 3,5 miliardi di euro da parte di Societé Generale, BNP Paribas e Unicredit (in attesa del via libera della BEI) rappresentano una garanzia per la realizzazione del piano, secondo gli analisti. L’alleanza con Enel e con le municipalizzate locali, fra cui Acea a Roma, sono ulteriori punti a favore dell’azienda, secondo Barclays Capital, soprattutto nelle grandi città delle aree competitive A e B.

Gli armadi dell’Enel
Resta da capire se Open Fiber parteciperà al terzo bando Infratel, ma secondo Barclays Capital un altro plus per l’azienda riguarda il basso costo per “casa passata” in orizzontale in fibra, pari a circa 300 euro che in prospettiva potrebbe scendere a 250 euro.

Inoltre, Open Fiber può contare su un milione di armadi su strada in dote dall’Enel, a fronte dei 150mila di Telecom Italia. Un aspetto particolarmente rilevante per la copertura dei cluster C e D (a fallimento di mercato), secondo BarCap.

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