Il fondo Elliott conquista il cda di Tim, sconfitto Bolloré. Determinante il voto di Cdp

È l’esito della battaglia ingaggiata due mesi fa dal fondo attivista americano, deciso fin da subito a introdurre un assetto di governo più consono a una società a capitale diffuso.

TIM

 

Ribaltone in Tim: perde Vincent Bolloré, vince Paul Singer. La lista presentata dal fondo Elliott ha ottenuto la maggioranza dei voti nel corso dell’assemblea Rozzano con il 49,84%. La compagine presentata da Vivendi finisce invece in minoranza col 47,18%: termina - almeno per ora - il predominio nell’ex monopolista del telefono esercitato da Bolloré in virtù di una partecipazione del 23,9%. Ecco, dunque, l’esito - accolto in sala con un boato da curva calcistica - di una battaglia ingaggiata due mesi fa dal fondo attivista americano, deciso fin da subito a introdurre in Tim un assetto di governo più consono a una società a capitale diffuso. ««La vittoria di oggi per la lista indipendente manda un segnale forte all’Italia e, oltre a dimostrare che gli investitori impegnati non accettano un governo societario scadente, si apre la strada alla massimizzazione della creazione di valore per tutti gli azionisti di Tim», hanno dichiarato in una nota gli uomini del fondo Usa, rappresentato in assemblea da Giorgio Furlani.

A favorire tale risultato oggi è stata l’alta affluenza, che ha visto la partecipazione del 67,15% del capitale, con la presenza di 4100 azionisti, in proprio o per delega. E determinante, allo stesso modo, è stato il voto di Cassa depositi e prestiti che pure, con il suo 4,9%, ha sostenuto la lista del fondo Elliott, composta da soli indipendenti. Proprio per questo, secondo il poertavoce di Vivendi Simon Gillham, «non è stata una vittoria decisa dal mercato» ma «dal fatto che la controllata del governo Cdp ha votato per un fondo hedge americano invece che per un socio industriale di lungo termine».

Finisce, per il momento, il controllo di fatto esercitato dal gruppo che fa capo a Vincent Bolloré, indagato in Francia e in una fase di evidente stallo nella sua campagna d’Italia. Il nuovo cda si riunirà lunedì a Roma per decidere le cariche sociali. Fulvio Conti, ex ad dell’Enel e capolista della compagine di Elliott, sarà il nuovo presidente. Amos Genish, seppure alla guida della lista di Vivendi, sarà comunque confermato ad. Nel cda, che resterà in carica per tre anni e composto da 15 persone entrano, oltre a Conti e Genish, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini e Rocco Sabelli, per parte di Elliott. In minoranza, eletti nella lista Vivendi, entrano Arnaud de Puyfontaine, ex presidente di Tim e ad del gruppo francese, Mariella Moretti, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo.

I piccoli azionisti riuniti nel l’associazione Asati, in assemblea si sono augurati che «Elliott non sia il solito esempio di investimento mordi e fuggi». Secondo Marco Taricco, di Bluebell, uno degli advisors di Elliott, questa assemblea «potrà avere ripercussioni su capitalismo di questo Paese», con una «scelta importante per voltare pagina». E tra i promotori dell’operazione, architettata negli ambienti istituzionali, si festeggia. «Se in tutta questa vicenda hanno ritenuto di cambiare governance un motivo ci sarà», ha detto il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. «Facciamo gli auguri - ha aggiunto - alla nuova Tim. Certo ora ci sarà un nuovo cda e vedremo».

 

Fonte: La Stampa

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