Industria 4.0, incentivi più che dimezzati. Imprese in allarme

Tre aliquote al ribasso per l’iperammortamento: 250% per gli investimenti fino a 2,5 milioni; 200% fino a 10 milioni e 150% fino a 20 milioni. Superammortamento in vigore solo per gli investimenti programmati nel 2018. Ma per Confindustria si tratta di una scelta miope che non guarda allo sviluppo del Paese.

Incentivi a Industria 4.0 più che dimezzati. È quello che emerge dal Documento programmatico di bilancio inviato dal governo alla Commissione europea dove si parla dell’iperammortamento come “Proroga del bonus fiscale sugli ammortamenti connessi agli investimenti in macchinari e attrezzature effettuati nel 2019 per contribuire al rinnovamento del capitale produttivo delle imprese, con alcune modifiche nell’entità”.

Per l’iperammortamento sono previste tre aliquote: 250% per gli investimenti fino a 2,5 milioni; 200% fino a 10 milioni e 150% fino a 20 milioni. Complessivamente si tratta di un taglio del 175% sui beni materiali e al 120% sui beni immateriali.

Per quanto riguarda il superammortamento resta in vigore solo per gli investimenti programmati nel 2018 e scende del 30%.

La scelta non piace agli impreditori. Intervistato dal Sole 24 Ore, Carlo Robiglio, presidente della Piccola Industria di Confindustria, la considera miope. “La sensazione – dice – è che non ci sia purtroppo alcuna comprensione del ruolo svolto dall’impresa e della sua importanza nella creazione di posti di lavoro, export, servizi ad alto valore aggiunto: se non si fa girare l’impresa non gira nient’altro”. Incentivi 4.0, superammortamento e Sabatini-bis – aggiunge – rappresentano ottime iniziative di politica industriale che hanno dato risultati assolutamente positivi: “Perché depotenziarle? Io francamente non capisco”.

Ma le perplessità di Robiglio si allargano all’intero pacchetto fiscale predisposto dal governo, tenendo conto anche delle elevate aspettative generate dai ripetuti annunci: “In concreto non vediamo alcun aiuto – spiega – e in generale siamo assolutamente insoddisfatti di quanto fino ad oggi stiamo leggendo sulla Legge di Bilancio”. Per le piccole e medie imprese paiono visibili al momento più penalizzazioni che non sostegni: “Ad esempio è venuta meno l’Ace, che era l’aiuto alla crescita economica per sostenere la ripatrimonializzazione delle imprese, sostegno ora sostituito da un abbattimento dell’Ires che al momento non è chiaro nei suoi meccanismi e nella sostanza. E che ad ogni modo pare riguardare solo gli importi incrementali”.

 

Fonte: CorCom

 

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