IoT: il freno principale è la sicurezza

Più l’Internet of Things si afferma e più si parla di sicurezza tanto da spingere il Politecnico di Milano a parlare di criticità.

Nonostante le tecnologie IoT siano promettenti per i suoi possibili utilizzi nelle fabbriche connesse e nelle smart city, nella domotica fino alla logististica “intelligente”, le preoccupazioni per la sicurezza sono oggi uno dei freni all’espansione di queste ultime. E’ quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Information Security & Privacy della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui il mercato italiano dell’information security nel 2018 ha evidenziato un tasso di crescita sostenuto, con un +9% rispetto all’anno precedente e un valore assoluto di 1,19 miliardi di euro.

Lo studio, presentato ieri durante il convegno “Winter is coming: adapt to react”, evidenzia le principali criticità legate all’IoT cioè: la mancanza di una logica di security by design (secondo il 73% del campione), la scarsa consapevolezza da parte degli utenti sulle possibili problematiche legate a questi dispositivi (58%) e l’assenza di standard tecnologici e di sicurezza (53%).

Lo studio ha poi analizzato l’industrial security. I principali ostacoli da superare in materia sono: la mancanza di consapevolezza delle problematiche di sicurezza da parte delle funzioni Operations (56%); l’interconnessione tra gli impianti industriali e l’infrastruttura IT (55%); l’obsolescenza degli impianti industriali (40%) e la mancanza di figure con adeguate competenze (37%).

In tema AI le imprese la vedono come una buona opportunità. Solo il 14% del campione intervistato la vede come una minaccia a causa della possibilità di utilizzarla per condurre attacchi mirati e a causa dell’inaffidabilità delle macchine nel lungo periodo. Il 64% crede che sia utile per automatizzare il processo di raccolta e analisi dei dati e il 17% per prendere decisioni a posto o come supporto al lavoratore.

L’interesse per l’Intelligenza Artificiale si traduce in progetti concreti. Ben il 40% delle imprese oggi utilizza tecniche di AI o Machine Learning. Il 17% le utilizza per prevenire minacce e identificare attacchi. Il 15% li utilizza per ottimizzare la gestione di eventuali incidenti di sicurezza automatizzando il processo decisionale e l’8% per intercettare possibili frodi.

Infine, il 36% del campione preso in esame, sta pianificando l’adozione di soluzioni di AI nel prossimo futuro.

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