La riscossa (digitale) delle telco

Altro che tubi stupidi. Gli operatori iniziano a risalire le classifiche dell’innovazione mondiale e si preparano a dare filo da torcere agli OTT. Automotive, smart city e industria 4.0 i “campi” in cui se la giocheranno più che alla pari con i colossi del Web.

di M. Fiordalisi - condirettore CorCom

Intelligenza artificiale

Le compagnie più innovative al mondo? Nel provare a rispondere, così su due piedi, il pensiero si dirige immediatamente a Google, Apple, Facebook. E in effetti sono le web company a farla da padrone con Amazon che ogni anno conquista primati da record e rosicchia quote di mercato. Gli Usa dunque trainano la locomotiva mondiale eppure a sorpresa l’Europa comincia a risalire la china. Il dato emerge da una classifica elaborata da The Boston Consulting Group. Il piazzamento più eclatante riguarda Orange: la compagnia di Tlc è riuscita in un solo anno a guadagnare 25 posizioni salendo al 19mo posto e piazzandosi in vetta al ranking delle aziende europee.

Ma non ha fatto da meno Siemens che raggiunge la casella 21 avanzando di 24 posizioni, anche in questo caso in un solo anno. Due aziende “storiche”, dunque, una telco pura e l’altra fortemente legata al mondo delle telecomunicazioni, sono riuscite a imprimere una svolta al loro business e a (ri)posizionarsi come aziende all’avanguardia a dispetto delle previsioni che fino a qualche anno fa davano le telco quasi per morte, qualcuno le considerava “tubi stupidi”, e consideravano le tradizionali “manifatturiere”, come la tedesca Siemens appunto, al pari di dinosauri in via di estinzione.

Ancora una volta le stime sono state disattese. In verità provare a immaginare il futuro in uno scenario tanto mutevole come quello delle nuove tecnologie sta diventando un affare davvero da veggenti. Se fino a poco tempo fa si discuteva di telco vs digital, oggi la sfida è l’integrazione digitale ai massimi livelli. Le telco che lo hanno capito, Orange in testa, sono riuscite a rimettersi in pista. E gli anni a venire potrebbero riservare una ripresa non da poco: se la partita – come dicono in molti – si gioca perlopiù sul fronte dei big data ebbene le telco potranno giocare in attacco. Si pensi al ruolo determinante nell’ambito dei progetti di smart city e a quello ancor più importante che avranno nella partita delle auto connesse.

 

Non è un caso se il piano di Amos Genish per Tim sia prevalentemente declinato in nome del digitale e faccia leva sull’analisi delle informazioni relative ai clienti finora non adeguatamente “valorizzate”, alias monetizzate. Insomma per le telco si profila una stagione nuova e ricca di sfide. E gli over the top rischiano di non avere gioco troppo facile, calcolando i fronti aperti soprattutto in Europa, dalla web tax alle accuse di abuso di posizione dominante. Che si sia alla vigilia un ribaltamento dei pesi?

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