Le reti del futuro? Autonome e predittive: la svolta già nel 2021

Secondo Idc di qui a tre anni oltre il 25% dei servizi infrastrutturali avrà capacità di self-managing. E ciò comporterà riduzione dei costi e maggiore efficienza. Sugli scudi l’Intent Based Networking: raccoglie e processa i dati in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale.

La trasformazione digitale è un imperativo per tutte le aziende: cloud, mobility, social media, big data e analytics sono elementi imprescindibili in tutti i contesti di mercato e registrano una pervasiva adozione in tutti i settori. Il business è caratterizzato infatti da utenti e device sempre connessi, da una crescita esponenziale di dati e informazioni scambiati sulle reti (soprattutto mobili) anche tra oggetti connessi (Internet of Things) e da una crescente richiesta di elaborazioni in real-time. Idc prevede che entro il 2020, sul totale traffico dati (misurato in Zettabytes), il 30% sarà rappresentato da traffico attraverso reti mobili, con una forte crescita della componente real-time.

In questo contesto le infrastrutture IT e di rete stanno rapidamente evolvendo verso modelli innovativi e intelligenti per supportare questi nuovi paradigmi e abilitare nuovi “ambiti digitali” – in testa Industria 4.0 e Smart City – ma anche per garantire maggiore velocità e agilità al business, nonché maggiore automazione e sicurezza.

Idc stima che entro il 2021 a livello globale, oltre il 25% dei servizi infrastrutturali avrà capacità di self-managing in real-time, con risultati positivi in termini di cost saving e maggiore efficienza, grazie anche alla possibilità di abbattere gli errori umani. Anche le reti stanno rapidamente evolvendo per affermare la loro importanza e la loro centralità all’interno del contesto di trasformazione digitale nel quale ci troviamo, sorpassando il concetto legato alla rete come “semplice connettività” e “servizio di supporto”.

Tra le reti di nuova generazione spiccano le Intent Based Networks, che si basano sulla combinazione di analytics evoluti e su sistemi di intelligenza artificiale, caratterizzandosi per la capacità di raccogliere e processare i dati e le informazioni in tempo reale e per la capacità di adattarsi e di auto-apprendere dalle richieste e dalle esigenze dei diversi contesti aziendali e dai vari servizi digitali erogati.

A queste caratteristiche, l’Intent Based Networking aggiunge poi un elevato livello di automazione per semplificare gran parte delle attività operative (per esempio i percorsi di configurazione e di provisioning) e dei processi di sicurezza per permettere a queste reti di identificare e bloccare le minacce, gli accessi non autorizzati e le attività sospette in tempo reale.

Fonte: CorCom

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