Rigoni: “Ericsson prima al mondo sul 5G, siamo pronti per la sfida italiana”

In occasione dell’Ericsson Day e all’indomani di una trimestrale di Gruppo al di là delle attese che segna il giro il boa, l’Amministratore delegato della filiale italiana e responsabile dell’area South East Mediterranean fa il punto sui piani dell’azienda: “Il 2019 sarà un anno chiave. La quinta generazione mobile grande opportunità”.

Federico Rigoni Ericsson

Celebrare 100 anni di storia e allo stesso tempo festeggiare il ritorno alla crescita. Il 2018 di Ericsson passa alla storia come un’annata d’eccezione. Una congiuntura “fortunata” che diventa il migliore degli auspici per un’azienda che, negli ultimi anni, ha dovuto fare i conti con un piano di ristrutturazione importante in un mercato, quello delle telecomunicazioni, che ha profondamente cambiato pelle e che si prepara ad affrontare la sfida del 5G. “Abbiamo rimesso la barra dritta in tempo record. E primi al mondo abbiamo inaugurato l’era commerciale del 5G”, racconta a Corcom, con dovuta soddisfazione, Federico Rigoni, da luglio 2017 a capo della filiale italiana e dell’area South East Mediterranean.

 Rigoni, per Ericsson si apre dunque un nuovo capitolo

La nuova strategia, focalizzata sulle quattro business unit – Networks, Digital services, Managed services ed Emerging Business – ha dimostrato di essere vincente. E dopo un paio d’anni di incertezza finanziaria e una riorganizzazione complessa siamo tornati alla crescita mettendo a segno tre trimestri consecutivi in controtendenza rispetto al passato. È stato il terzo trimestre, in particolare, a segnare il giro di boa: l’azienda è tornata all’utile e i 261 milioni di profitti hanno rappresentato un risultato ben oltre le attese degli analisti. E non a caso il titolo in un solo giorno ha guadagnato molto terreno in Borsa. Anche sul fronte della marketshare il risultato è eccezionale: in pochi mesi si è passati dal 28% al 30% di quota radio globale, in un mercato in cui due punti percentuali sono un risultato veramente straordinario. Aumentano considerevolmente anche gli investimenti in ricerca e sviluppo. Si è passati dal 14,4% del fatturato del 2016 al 18,8% di fine 2017.

Il risultato positivo vale anche per l’Italia?

Il 2018 è stato un anno importante. Dopo un periodo complicato adesso siamo in una fase di stabilità. Negli ultimi mesi ci siamo aggiudicati gare importanti con Wind Tre: la gara per la Core network ad aprile e a luglio quella per la parte Radio. Ci tengo inoltre a sottolineare che con circa 3 mila dipendenti, siamo la più grande network company d’Italia. E che con i nostri centri di Genova, Pisa e Pagani rappresentiamo un’eccellenza anche nella ricerca. Insieme alla presenza centenaria e capillare sul territorio, è ciò che ci distingue dai nostri competitor.

E ora c’è da giocare la partita 5G

Di fatto siamo partiti con un anno di anticipo: in America, il primo ottobre abbiamo acceso la rete 5G di Verizon, il primo operatore al mondo a partire con un’offerta commerciale basata sul 5G. Un risultato che ha generato un fermento inaspettato. Stiamo ricevendo richieste da parte di altri operatori nostri clienti per accelerare sulla roadmap programmata.

In Italia le telco hanno pagato care le frequenze. Si rispetteranno i tempi?

La reazione a caldo da parte delle telco è stata sicuramente di preoccupazione, ma stiamo assistendo adesso a una fase diversa, in cui il ragionamento si sta pian piano orientando verso l’accelerazione. Sembrerebbe paradossale ma non lo è: partire il prima possibile consentirebbe di creare prima valore e quindi di monetizzare in anticipo andando a recuperare gli investimenti. Dunque non è da escludersi anche in Italia un’accelerazione sui progetti e un passaggio anticipato alla fase commerciale. E non escluderei sorprese in tal senso nel 2019.

La crescita del traffico dati e le nuove offerte al rialzo sui Gb contribuiranno all’accelerazione?

È indubbio che il traffico dati da mobile cresce anno su anno in maniera incredibile. A livello mondiale c’è stato un più 52% rispetto allo scorso anno. Ed è un dato di fatto che più si spinge su offerte con quantità di Gb importanti più aumenta il traffico. Ciò va a “pesare” sulle reti 4G e quindi porta a guardare con forza alle reti 5G. Vorrei però fare un’osservazione su questo fenomeno: regalare Giga senza creare valore rischia di mettere in serie difficoltà gli operatori e dunque il mercato. Sono stati sborsati 6,5 miliardi per la gare 5G: se non si trova il modo di dare un valore ossia di creare servizi monetizzabili il ritorno sull’investimento sarà lento e incerto. Bisogna segmentare il mercato e offrire prestazioni e funzionalità diverse. Quindi no a “regali” come si sta facendo per il 4G. Peraltro le nuove reti non più “monolitiche” ma sempre più virtualizzate e dotate di capacità di slicing, ossia della capacità di dedicare risorse in maniera dinamica e mirata a ciascun servizio o applicazione, consentono di giocare la partita al meglio e di guardare sia al mondo consumer che a quello delle industrie.

I test 5G si stanno concentrando sulle applicazioni business più che consumer. Crede che anche la fase commerciale andrà in questa direzione?

Il business model del 5G è ancora in fase di definizione. E l’anticipazione di molti progetti ha spiazzato il mercato. Posso dirle che sul fronte rete è tutto pronto e che anche lato terminali si sta lavorando velocemente: i primi device arriveranno sul mercato nel 2019. Per quanto ci riguarda siamo impegnati in iniziative sia sul fronte industry, sia sul fronte servizi ai cittadini. Nel 2016 abbiamo battezzato con Tim il progetto “5G for Italy” e sempre con Tim a Torino abbiamo già effettuato tutta una serie di sperimentazioni. E per la prima volta nei prossimi giorni Palazzo Madama a Torino aprirà le porte ai cittadini per toccare con mano i primi servizi 5G in una due giorni che di fatto diventerà il battesimo ufficiale della quinta generazione mobile per il consumatore finale. Anche a Roma si toccheranno presto con mano le prime use case: siamo coinvolti nel progetto portato avanti dal Comune di Roma insieme a Fastweb e annunceremo a breve un’applicazione nell’ambito della mobilità nell’iniziativa che vede coinvolta anche Atac. A Genova, dove è presente il nostro maggiore centro di ricerca, stiamo portando avanti una serie di progetti: agli Erzelli un’iniziativa vede in campo Comune di Genova, Liguria Digitale e Tim, un’altra invece coinvolge Comune e Fastweb ed è relativa alla copertura 5G dell’area portuale. Senza dimenticare Livorno, con il progetto di collaborazione tra Ericsson, il Porto di Livorno e il Consorzio Nazionale Interuniversitario delle Telecomunicazioni (CNIT), nato con l’obiettivo di digitalizzare le operazioni portuali e renderle più efficienti e sostenibili attraverso l’utilizzo della tecnologia 5G, scelto come uno dei 5 living lab all’interno di Corealis, il progetto europeo dedicato alla realizzazione del porto del futuro. Last but not least la sperimentazione con Comau, azienda italiana leader nell’automazione industriale e nella robotica, che sta suscitando grosso interesse a livello internazionale configurandosi come un’eccellenza nelle soluzioni 5G dedicate alle fabbriche 4.0.

Insomma c’è parecchia carne al fuoco

Senza dubbio. E c’è anche grande entusiasmo. Il 5G rappresenta la nuova era e una grande opportunità per tutti gli attori in campo. Il bello deve ancora venire.

 

Fonte: CorCom

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