Smart city, i cinque trend più innovativi dell’anno

Blockchain, 5G, eMobility, cyber sicurezza e partnership pubblico-private saranno le leve strategiche con cui far nascere le nuove città connesse ed elettrificate.

Fonte: Key4Biz

Smart City

Le smart cities sono ormai una realtà storica, grazie alla costante evoluzione delle soluzioni impiegate che, unitamente a modelli innovativi di partecipazione dal basso e di partnership pubblico-privata, consentono in tutto il mondo la trasformazione digitale dei centri urbani di ogni ordine e grado.

Dal primo insediamento umano alla rivoluzione industriale, le innovazioni tecnologiche hanno cambiato il mondo a 360°, dagli aspetti finanziari, culturali e sociali della vita urbana a quelli ambientali, strutturali, energetici.

Oggi, il moltiplicarsi degli impieghi dell’Internet of Things (IoT), ad esempio, sta generando ulteriori nuove opportunità per lo sviluppo delle smart cities in diverse aree metropolitane del pianeta in forte espansione.

I prossimi mega trend tecnologici, ma non solo, individuati in un articolo su Technavio, sono diversi e i principali potrebbero essere cinque in questo nuovo anno: blockchain, 5G, mobilità elettrica, le partnership pubblico-privato, la cybersecurity.

Partendo dalla blockchain, secondo molti esperti di trasformazione digitale, sarà di certo una tecnologia tra le più usate in ambito finanziario, bancario, nell’ecommerce, nella Pubblica Amministrazione (PA) ma anche per la sicurezza di documenti, informazioni e contratti.

È possibile che qualsiasi tipo di transazione economico-finanziaria sarà trattata attraverso soluzioni blockchain.

Le sue caratteristiche sono la velocità, la sicurezza, l’affidabilità, la resilienza e la trasparenza.

Non meno rilevante per lo sviluppo digitale delle città è il 5G. La rete di nuova generazione, che dovrebbe entrare in funzione nel 2020, è già sulla bocca di tutti. Grazie ad essa, all’alta velocità e la bassa latenza che la contraddistingue, tale tecnologia si candida a vero fattore abilitante l’intera trasformazione digitale globale.

È grazie al 5G che si potranno far dialogare le macchine, dall’IoT all’M2M (machine-to-machine), dall’intelligenza artificiale al machine learning, fino all’industria 4.0, alle auto a guida autonoma e alle grandi piattaforme per la raccolta, l’elaborazione e la gestione dei big data.

In chiave sostenibilità ambientale si può ricorrere alla mobilità elettrica. Le automobili che nei prossimi anni attraverseranno le strade urbane potrebbero essere molto diverse dai modelli attuali: magari elettriche, connesse e a guida autonoma.

Grazie all’elevato livello di connettività e di elettrificazione, offerto dalle retti interconnesse delle smart cities, sarà possibile affittare, condividere o acquistare auto, moto, scooter, van e altri mezzi di trasporto 100% a batteria (inizialmente anche ibridi).

A supporto di questa trasformazione della mobilità, però, dovrà arrivare un’adeguata infrastruttura di ricarica, diffusa e facile da accedere, costi dei veicoli stessi non troppo elevati (magari degli incentivi al mercato), batterie che durano più a lungo, costano e inquinano meno.

Ovviamente, smart cities così altamente connesse, elettrificate e attraversate da reti e infrastrutture digitali, non possono che mettere la cybersecurity ai primi posti nella scala degli interventi da realizzare. Proteggere tutto questo è fondamentale, perché una rete di milioni di device e sensori in ogni città (senza contare data center, macchine per il supercalcolo, grandi snodi della rete) consentirà ai cittadini, la PA e le imprese di ottenere vantaggi significativi in termini di protezione dei dati personali e delle informazioni più sensibili, di efficienza energetica, ottimizzazione dei costi, rapidità nelle decisioni, sostenibilità ambientale e soprattutto in termini di competitività.

In ultima analisi, per fare tutto questo, servono sempre nuovi investimenti e per incrementare tali risorse a disposizione della città sono promosse ovunque le partnership pubblico-private (PPP), molto utilizzate in ambito locale per trovare nuovi finanziamenti.

Attraverso questi partenariati, infatti, è possibile ancora un minimo controllo pubblico sui progetti e le tecnologie utilizzate, favorendo la crescita collaborativa ed inclusiva.

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