Telia Carrier sbarca a Roma. Binaghi: “Politiche di governo determinanti per sviluppo reti in fibra”

L’azienda battezza il nuovo Pop presso il data center Namex per far fronte al crescente traffico dati nel nostro Paese. “Dopo Open Fiber anche lo sbarco di Iliad darà ulteriore sviluppo alla realizzazione delle reti. Ma le decisioni sullo scorporo della rete Tim avranno un peso”.

Davide Binaghi Telia

Dopo Milano è la volta di Roma. Telia Carrier Italy, la società guidata da Davide Binaghi, amplia i propri “orizzonti” e annuncia oggi l’apertura presso il data center NaMeX del nuovo PoP capitolino, che sarà disponibile a partire da settembre.

La società, che in Italia vanta un backbone di circa 1500 km di cui 370 in fibra ottica, ha deciso di avviare l’operatività nella capitale “perché l’ltalia è già e lo diventerà sempre di più l’hub del bacino del Mediterraneo per le fibre che atterreranno a Bari e a Palermo provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa”, spiega Binaghi a Corcom. Altre due le “condizioni” favorevoli che hanno spinto l’azienda a puntare sulla Capitale: “In Italia sta aumentando la diffusione della rete Ftth, anche grazie e soprattutto alla discesa in campo di Open Fiber che ha stimolato la competitività, e si sta ampliando anche il backbone al Sud. Inoltre la decrescita dei prezzi wholesale sta favorendo l’apertura del mercato rendendolo sempre più attraente”.  In dettaglio il pop romano offrirà servizi backbone e cloud connect ai maggiori operatori di rete, fornitori di contenuti e imprese che necessitano di alta velocità e connettività diretta. E va ad aggiungersi ai quattro presenti a Milano, di cui due inaugurati lo scorso anno presso SupernapData4 che fanno il paio con quello storico di via Caldera con l “estensione” dello stesso in Caldera21.

Binaghi accende i riflettori anche sul “grande salto di banda” che si sta progressivamente verificando nel nostro Paese. “Ormai si passa dai 10 Mb direttamente ai 200-300 Mb per poi migrare a 1 Gb”, evidenzia l’Ad “a dimostrazione della crescente escalation nella richiesta di banda collegata al traffico dati, un fenomeno riscontrato in particolare negli ultimi due anni, che fa ben sperare gli operatori internazionali come noi”. Per dovere di cronaca va inoltre detto che il backbone globale in fibra di Telia Carrier è stato il primo a rendere disponibile capacità fino a 100G in Europa e Nord America. È stato inoltre il primo network in grado di trasmettere 1 Tb/sec in super channel sulla sua rete negli Usa.

Dopo Uk, Germania e Francia, l’Italia è per Telia Carrier il quarto mercato in termini numerici ma “non bisogna sottovalutare il potenziale dell’Italia che è sicuramente il più elevato in Europa”, puntualizza il manager. “Quel che differenzia poi l’Italia dagli altri Paesi è la moltitudine di clienti locali nonché l’interesse, da aziende che hanno sedi all’estero, di ‘terminare’ in Italia. Per non parlare poi dell’avanzata degli over the top. Lo sbarco di Iliad darà poi ulteriore impulso alla realizzazione delle reti in fibra”. Binaghi si dice dunque ottimista riguardo al futuro anche se “le politiche di governo saranno determinanti soprattutto in merito alla questione dello scorporo della rete di Tim”, ma più in generale “in merito all’attenzione ai temi della banda larga e a quelli che anche indirettamente impattano sulla realizzazione delle infrastrutture, come ad esempio il piano Industria 4.0”.

Il 2018 sarà un anno all’insegna della crescita per Telia Carrier: nonostante il calo delle tariffe wholesale si assiste ad una crescita dei volumi di traffico e il saldo, annuncia il manager, sarà anche quest’anno col segno più. E l’azienda non esclude per il futuro altri importanti investimenti: “Guardiamo con interesse a Bari e Palermo. Per quest’anno non prevediamo ulteriori estensioni ma il Sud Italia per noi è molto importante e stiamo valutando il da farsi”.

Di M. Fiordalisi - CorCom

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