Tim di nuovo nel caos. Vivendi: “Gestione disastrosa e performance finanziaria drammatica”

L’azionista di maggioranza mette nero su bianco il j’accuse a Elliott. Il valore delle azioni ha perso il 35% nonostante le “promesse” di crescita del fondo americano. Pesano anche le voci sul malcontento del management e sull’ipotesi di uscita di scena di Genish. Ma i francesi continuano a credere nel potenziale dell’azienda.

TIM

 

Altro che pace. Altro che ascia di guerra deposta in nome dell’operatività e del futuro. In casa Tim scoppia nuovamente la polemica e questa volta è l’azionista di maggioranza Vivendi a battere i pugni sul tavolo.

“Vivendi è profondamente preoccupata per la disastrosa gestione di Tim da quando Elliot ha assunto il controllo del Consiglio di Amministrazione dopo l’Assemblea Generale del 4 maggio”, si legge in una nota ufficiale emessa in serata a chiusura di Borsa. L’azionista francese, che detiene il controllo dell’operatore di Tlc con il 24% di quota azionaria, ha messo nero su bianco i “risultati” frutto della discesa in campo del fondo americano capitanato da Paul Singer.

“La performance del mercato azionario è drammatica: il prezzo delle azioni di Tim ha perso circa il 35% dal 4 maggio. È al minimo da 5 anni, mentre nella sua posizione ufficiale il 9 aprile, Elliott ha promesso un raddoppio del prezzo delle azioni in due anni”, si legge nella nota. E ancora: “La nuova governance sta fallendo: la diffusione di voci (compresa quella della fuoriuscita dell’Amministratore Delegato) causa malfunzionamenti dannosi alla scorrevolezza e ai risultati di Tim”. Nonostante proprio l’Ad Amos Genish abbia acquistato nei giorni scorsi 1 milione di azioni con un esborso di 523.000 euro per lanciare un segnale di fiducia e di impegno personale nell’azienda, la notizia non ha rassicurato i mercati e il titolo ha infatti continuato a perdere valore. A pesare anche un report di Exane Bnp Paribas secondo cui il titolo rimarrà “una trappola del valore”, ossia sottovalutato, in un mercato che, secondo la banca francese, sottostima l’impatto negativo per Tim dall’atteso decollo di Open Fiber e dalla concorrenza di Iliad.

Vivendi però resta fiducioso: “Restiamo convinti dell’importante potenziale di sviluppo di Tim”, conclude la nota.

 

Di M. Fiordalisi - CorCom

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