Tim, endorsement di Calenda al piano Elliott

Secondo il ministro Calenda il progetto di scorporo del fondo attivista americano coincide con l’interesse pubblico promosso dal Governo.

Carlo CalendaE’ arrivato l’endorsement del ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda al piano di Elliott su Tim. Il fondo attivista americano ha proposto un piano alternativo a quello di Vivendi, che in materia di scorporo della rete prevede la quotazione della nuova società della rete, nella quale Tim potrebbe rimanere con una quota di minoranza.

”E’ un progetto coincidente con quello che noi intendiamo fare per l’interesse pubblico”, ha detto Calenda, interpellato sul progetto di Elliott per Tim, che prevede appunto lo scorporo e la quotazione della rete. ”Ma mi pare che anche Tim si fosse orientata in questo senso”, ha aggiunto Calenda a margine della presentazione del Rapporto annuale del Gse.

Ma quali sono gli elementi del piano di Elliott che più piacciono a Calenda?

In primo luogo, lo spin off della società della rete, la quotazione e l’apertura a nuovi investitori, come scritto nero su bianco nella lettera di Elliott, coincidono appieno con i desiderata del ministro. Una mossa, lo spin off con consegunete diluizione della quota di Tim nella Netco, prodromica ad un’eventuale riapertura del dossier della società unica della rete, con l’ingresso nell’azionariato di un soggetto pubblico che potrebbe essere Cdp, azionista con Enel di Open Fiber.

Di certo, al ministro Calenda non sarà sfuggito un altro dettaglio della lettera, inviata la scorsa settimana da Elliott agli azionisti: accanto al nome dei sei membri del Cda che propone al posto di altrettanti membri in quota Vivendi (fra cui il presidente Arnaud De Puyfontaine, Ceo di Vivendi) c’è scritto “(cittadino italiano)”.

Un argomento cruciale, quello dell’italianità, nello scontro dei mesi scorsi fra Governo Gentiloni e Vivendi, alle prese con una situazione alquanto incerta nella sua tortuosa campagna italiana, su cui pesa anche la spada di Damocle del golden power.

D’altro canto c’è da dire che lo stesso Calenda ha fatto da mediatore, instaurando un rapporto personale con l’ad di Tim Amos Genish, che ha portato per la prima volta alla “svolta epocale” della prima apertura dell’azienda allo scorporo. Svolta epocale che Calenda rivendica in un momento di grande incertezza politica in vista della formazione del nuovo governo.

Intanto, al prossimo Cda di Tim si dovrebbe decidere il passaggio di consegne delle le deleghe sulla sicurezza di Tim (compresa Sparkle) da parte del vice presidente Giuseppe Recchi. Fra i papabili alla successione c’è Franco Bernabè.

Fonte: Key4Biz

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