Tim, si apre l’era Elliott: Genish confermato Ad, Conti alla presidenza

Le nomine nel board di oggi. Le deleghe sulla sicurezza a Stefano Grassi. Vivendi: “Vigileremo sul piano”. Asati: “Ora avanti sulla public company”. Si apre la partita sullo scorporo della rete.

Vertice TIM

Si apre l’era di Elliott in Tim con il tandem Genish-Conti. Come da pronostici il cda ha confermato Amos Genish nel ruolo di Ad ed eletto Fulvio Conti alla presidenza. Una scelta che in qualche modo ha ricostituito “l’italianità” di Tim.

Con decisione assunta all’unanimità – si sono astenuti solo Genish e Conti rispetto alla propria nomina – è stato definito il nuovo assetto delle deleghe: al presidente le attribuzioni da legge, Statuto e documenti di autodisciplina; all’Ad, in sintesi, tutti i poteri necessari per compiere gli atti pertinenti all’attività sociale, ad eccezione dei poteri riservati per legge, Statuto al cda, con particolare riferimento ai limiti di cui all’articolo 4.3 dei vigenti Principi di Autodisciplina adottati dalla società e all’organizzazione della Sicurezza; al responsabile di Security, Stefano Grassi, la delega temporanea, in qualità di Delegato alla Sicurezza, per la gestione di tutti gli asset e le attività di Tim strategici rispetto alla sicurezza e alla difesa nazionale o in relazione ai quali siano comunque richiesti il nulla osta sicurezza e la cittadinanza italiana.

“La nomina del delegato alla Sicurezza è temporanea, nelle more dell’interlocuzione con il Comitato di Coordinamento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in vista della definizione di un assetto “finale” della materia”, spiega una nota di Tim.

“Sono molto orgoglioso della fiducia che mi hanno voluto dimostrare tutti i Consiglieri di Amministrazione di Tim affidandomi il ruolo di presidente del Gruppo – commenta il presidente Conti – Abbiamo oggi confermato la nostra piena fiducia in Amos Genish e alla sua squadra di manager, che sosterremo nell’implementazione del Piano Industriale 2018-2020. Il mio è un impegno di lungo termine, che unito a quello di Genish e alla sua comprovata esperienza nel settore, ha come obiettivo far crescere il Gruppo creando valore per tutti gli stakeholder e i nostri azionisti”.

“Desidero ringraziare il nuovo Consiglio di Amministrazione di Tim per avermi confermato la fiducia alla guida dell’azienda in veste di Amministratore delegato – dice l’Ad Genish – Ribadisco il mio impegno di lungo termine nel percorso di trasformazione del Gruppo, volto a riportare l’azienda a giocare un ruolo di leader nel panorama internazionale. Siamo sulla strada giusta, con il team migliore e con il supporto del nuovo Consiglio possiamo continuare il percorso di implementazione della strategia DigiTim, che sta già dando i suoi frutti, massimizzando la creazione di valore di cui questa azienda è capace”.

Ad esprimere soddisfazione per la conferma di Genih è Vivendi. “Vivendi, primo azionista di Telecom Italia con il 23,94% delle azioni ordinarie, ribadisce il suo impegno industriale di lungo termine nell’operatore tlc si legge in una nota – Vivendi sostiene il piano industriale 2018-2020 presentato da Amos Genish il 12 marzo scorso e votato all’unanimità dal consiglio. Vivendi vigilerà atte ntamente affinchè il piano venga implementato nella sua integrità e in tutta la sua coerenza, e sorveglierà affinché le misure intraprese per migliorare la redditività dell’operatore e che hanno già portato dei frutti, siano portate avanti”.

Asati si congratula invece con Fulvio Conti con migliori auguri di buon lavoro per il prestigioso incarico di presidente “ a valle dell’assemblea dello scorso 4 maggio che ha determinato una svolta nella governance della società, trasformandola in una vera public company, un modello di impresa manageriale da anni auspicato da Asati”.

Secondo i piccoli azionisti Tim ha scritto “una pagina nuova della sua ultradecennale storia, da sempre oggetto dei rapporti di forza fra politica ed economia che hanno messo a dura prova la stabilità e l’equilibrio di una società che ancora oggi rappresenta una parte rilevante del tessuto industriale del nostro Paese”.

 

Asati ribadisce il suo apprezzamento per l’intervento nel capitale in Tim di Cdp “per meglio tutelare una infrastruttura strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale che dovrebbe evolvere verso la costituzione di una rete unica con Open Fiber, per evitare diseconomie e investimenti non sostenibili che potrebbero ritardare il raggiungimento degli sfidanti obiettivi posti dalla Ue con la Gigabit Society”.

Il cda ha infine confermati come dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili di Tim il Chief Financial Officer, Piergiorgio Peluso, e segretario del Consiglio di Amministrazione il General Counsel, Agostino Nuzzolo.

Conclusa la partita del cda ora bisognerà passare ai fatti: il dossier più caldo è senza dubbio quello dello scorporo della rete, già approvato dall’azienda ma che dovrà essere definito nei dettagli.

Che ne sarà della rete scorporata? Sarà messa in vendita? Si darà vita alla newco delle reti con Open Fiber? “Il progetto di separazione dalla rete può essere finalizzato in 12-18 mesi”, ha detto Genish durante l’Assemblea del 24 aprile. “E’ un progetto industriale che assicurerà la sostenibilità nel lungo termine ai nostri investimenti nelle infrastrutture”. La strada, insomma sembra ampiamente tracciata. E il ruolo dello Stato, attraverso Cdp, avrà il suo innegabile peso nelle mosse prossime venture. A proposito di Cdp, i vertici sono in scadenza e l’Assemblea è stata convocata il 23 maggio (il 20 giugno la seconda convocazione). E gira voce che fra i papabili al vertice ci sarebbe Franco Bernabè.

 

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