Banda ultralarga, l’appello delle telco europee: “Politica industriale per tornare leader”

Nella Dichiarazione sulle reti digitali i ceo dei principali player propongono alla nuova Commissione Ue misure per lo sviluppo dei network di nuova generazione. Riflettori sugli investimenti in intelligenza artificiale e sulle strategie per abilitare il 5G.

Europa-Bandiera-Europea

"I cittadini europei meritano un’economia digitale che offra a tutti, creandole, nuove opportunità di crescita inclusiva, migliorandola società in tutte le regioni del continente e in tutti i settori della società.

Riteniamo che lo scopo ultimo delle reti digitali nuove ed esistenti sia quello di consentire tali opportunità.

L’ampio utilizzo dell’infrastruttura digitale di prossima generazione, nonché lo sviluppo di nuovi servizi digitali sostenuti da tale infrastruttura, saranno fondamentali per raggiungere gli ambiziosi obiettivi socioeconomici dell’Europa, come stabilito nell’agenda della presidente Ursula von der Leyen”.

Si apre così la “Dichiarazione sul fine delle reti digitali”, un documento programmatico firmato dai Ceo dei principali operatori telco del Vecchio continente (Tim, Orange, Deutsche Telekom, Vodafone, Liberty Global e molti altri), che sottolinea la rilevanza socio-economica della connettività in 5G e fibra.

Tra le altre cose, gli amministratori delegati dichiarano che le reti avranno un’importanza cruciale per l’innovazione nell’industria europea, ma anche per l’inclusione dei cittadini e per la crescita sostenibile.

Gli amministratori delegati propongono quattro priorità di politica pubblica per la nuova Commissione Europea: dare all’Ue una politica industriale per tornare leader globali nel digitale; creare innovazione, soprattutto nel campo dei dati e dell’Intelligenza Artificiale; ridurre le barriere alla costruzione di infrastrutture digitali gigabit come il 5G; diminuire la frammentazione dei mercati Tlc europei.

Oltre la tecnologia, servono anche fiducia e sicurezza

“Una connettività più veloce, più reattiva, più intelligente e di maggiore capacità con reti 5G, in fibra e altre reti gigabit consentirà una crescita più sostenibile attraverso una nuova ondata di servizi digitali e innovazione basata sui dati”, si legge nella dichiarazione congiunta, che auspica. un impegno condiviso di tutti gli attori industriali, sociali e politici per dare potere alle comunità attraverso l’accesso a infrastrutture e servizi digitali ultraveloci, convergenti e inclusivi; consentire ai settori industriali europei di aumentare la produttività, l’innovazione e creare un vantaggio competitivo basato su reti e servizi digitali affidabili, personalizzati, potenziati e resi sicuri dall’Intelligenza artificiale; aumentare la sostenibilità ambientale e creare le basi per un Green Deal europeo, con l’ambizione di raggiungere la neutralità del carbonio per il nostro settore e di aiutare le industrie tradizionali a ridurre la loro impronta climatica.

I carrier sottolineano inoltre che bisogna dare priorità alla sicurezza e alla fiducia: “La privacy e la riservatezza delle comunicazioni rimarranno al centro dell’attenzione, mentre 5G e Ai ci aiuteranno a fornire reti sempre resilienti, sicure e affidabili.

Riteniamo che vi sia un forte legame tra il raggiungimento di questi obiettivi socioeconomici, la capacità delle nostre aziende di diventare forti e l’innovazione di cui potranno godere i cittadini e imprese. Nessuno di noi, da solo, può raggiungere questi obiettivi.

L’Europa dovrebbe agire nello spirito di partenariato tra tutti gli attori pubblici e privati. Proponiamo”, prosegue il documento “di concentrarci su quattro aree specifiche, che corrispondono alle massime priorità politiche delineate dalla presidente von der Leyen e dal suo nuovo collegio.

Le quattro aree di azione

Come anticipato, dunque, sarà fondamentale conferire all’Europa una politica industriale per la leadership digitale, garantendo che le imprese europee possano collaborare per costruire una scala globale e competere all’interno della catena del valore digitale globale.

Ciò richiede un ambiente normativo stabile e sostenibile a casa, ma anche regole eque ed equilibrate per competere con gli attori globali.

Servirà poi abilitare l’innovazione europea, in particolare sui fronti dei dati, dell’IoT e dell’Ai, creando spazi utili alle aziende per innovare ulteriormente e offrire ai consumatori una scelta ampliata per le tecnologie e i servizi digitali.

Ciò è particolarmente auspicabile nel campo dei dati, dell’innovazione IoT e abilitata all’intelligenza artificiale, che richiede soluzioni affidabili progettate secondo i valori europei.

Per fare ciò, è necessario ridurre gli ostacoli alla diffusione di infrastrutture gigabit e incentivare fortemente gli investimenti, garantendo che la distribuzione della rete avvenga rapidamente e non sia ostacolata da condizioni di investimento sfavorevoli.

Imprescindibile quindi l’abbattimento dei costi di implementazione sia per le reti mobili che fisse, con una visione a lungo termine del valore dello spettro.

Infine, i Ceo suggeriscono di affrontare attivamente il frammentato mercato europeo delle telecomunicazioni, incoraggiando gli investitori a costruire più scala nazionale e transfrontaliera nelle infrastrutture di telecomunicazione, compresa l’ottimizzazione dell’efficienza della condivisione della rete mobile, come prerequisito fondamentale per l’industria digitale dell’Ue per competere su un mercato mondiale in rapida evoluzione, migliorare copertura, offrire un migliore servizio clienti e ridurre l’impatto ambientale.

“Siamo fiduciosi che le reti digitali saranno uno dei principali fattori abilitanti delle ambizioni socioeconomiche e geopolitiche dell’Europa.

Siamo pronti a collaborare con tutti gli attori della società e con la nuova leadership del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio europeo per trasformare l’ambizione in realtà”.

I firmatari del documento

Alexandre Fonseca, ceo Altice Portugal
Tahsin Yilmaz, ceo Albtelecom
Sedin Kahriman, ceo BH Telecom
Philip Jansen, ceo BT
Andreas Neocleous, ceo Cyta
Timotheus Höttges, ceo Deutsche Telekom
Nikhil Patil, ceo GO plc
Joost Farwerck, Chairman and ceo KPN
Mike Fries, CEO, Liberty Global
Stéphane Richard, Chairman and ceo Orange
Guillaume Boutin, ceo Proximus
Orri Hauksson, President & ceo Siminn
Urs Schaeppi, ceo Swisscom
Michael Parton, interim-ceo TDC Group
José María Alvarez Pallete, Chairman and ceo Telefónica
Thomas Arnoldner, ceo Telekom Austria
Sigve Brekke, President and CEO, Telenor
Christian Luiga, Acting President and ceo Telia Company
Salvatore Rossi, Chairman Tim
Atanas Dobrev, ceo Vivacom
Nick Read, ceo Vodafone

In occasione dell’Etno Summit, il vicepresidente esecutivo della BU Telecom di Prysmian Philippe Vanhille sottolinea l’importanza di adottare una visione a lungo termine per poter costruire un’infrastruttura che duri per 20-30 anni, quindi affidabile, senza interruzioni nei servizi e con una latenza molto bassa.

“Al giorno d’oggi c’è una reale preoccupazione per la qualità dei componenti passivi della rete, ma non se ne parla abbastanza – spiega  Vanhille – Gli operatori telefonici sono ormai consapevoli dell’importanza di costruire una rete in fibra ottica affidabile e robusta, in grado di durare per molti anni e di supportare le future richieste di capacità digitale ancora non definite”.

Fonte: CorCom

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