Città ed economie ad alto contenuto tecnologico: sul podio Milano, Trieste e Roma. La mappa

Nord Est, Emilia Romagna e Lazio le regioni a più alta densità di imprese tecnologiche. Nonostante il suo capoluogo, la Lombardia non regge il confronto. Sud indietro, ma la maglia nera se la contendono Toscana e Marche.

di Flavio Fabbri - Key4Biz

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È Milano la città italiana con il più alto numero di aziende attive in settori ad alto e medio contenuto tecnologico, con più di 6.000 imprese, il 6,3% del totale nazionale. Seguono Trieste con il 5,7% e Roma con il 4,6%.

Questi i dati del nuovo studio diffuso dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, riportato dall’Info Data del Sole 24 Ore, dedicato alle aziende italiane, suddivise per province, presenti su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud.

La mappa interattiva consente di entrare nel dettaglio delle singole regioni e province per livello di contenuto tecnologico.

Altre città che si segnalano per l’alto livello tecnologico delle proprie imprese sono Bologna e Torino, con il 4,5%, Genova con il 4,1%, Gorizia con il 4%, Monza-Brianza con il 3,8% e a seguire Belluno, Ancona, Pescara e Rimini.

La distribuzione regionale delle imprese vede una netta predominanza delle regioni del Centro Nord, con Friuli Venezia Giuliache emerge prepotente, seguita da Emilia Romagna e Lazio.

A sorpresa, nonostante Milano, la Lombardia non riesce a piazzare altre province nelle posizioni più alte (solo per fare un esempio: Mantova, Cremona e Sondrio non superano il 2%).

Al Sud svetta Cagliari con il 3% delle imprese ad alto contenuto tecnologico, seguita da Enna e Catania attorno al 2%, il resto delle province in media si attesta sull’1,5%.

I livelli di tecnologia adottati dal mondo imprenditoriale esaminati dallo studio sono in totale 4: alto, medio alto, medio basso, basso.

Il secondo scenario, il medio alto, vede la massima concentrazione di imprese sempre al Centro Nord, con l’Emilia Romagna a dominare il panorama, seguita da Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Qualcosa cambia quando entriamo nel livello tecnologico medio basso, con un’evidente omogeneità dei dati da Nord a Sud.
Il livello più basso, invece, vede ancora una volta primeggiare le città del Centro Nord, con Toscana Marche a contendersi questo poco invidiabile podio.

Una classificazione che è certamente specchio del Paese e che in qualche modo conferma altri indici internazionali sul livello di innovazione tecnologica delle nostre imprese, ma che allo stesso tempo va letta con in testa ben chiara la distribuzione delle attività imprenditoriali sul territorio nazionale, a sua volta legata ai livelli demografici delle singole province.

Ci sono province più densamente abitate di altre che a livello quantitativo presentano necessariamente un numero di aziende maggiore, con diversi dati per livelli di contenuto tecnologico.

Secondo il Rapporto “Noi Italia” dell’Istat, nel 2016 nel nostro Paese c’erano 72,4 imprese ogni 1000 abitanti, contro una media Ue sensibilmente più bassa di 47,8.

Il Centro Nord si caratterizza per un rapporto molto elevato di imprese (79,4 per mille abitanti) e un numero di addetti (4,2) superiore alla media nazionale. Il Mezzogiorno ha invece una dimensione media aziendale più bassa (2,8).

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