Draghi svela la strategia nazionale per la ripresa

Governo Draghi

Grande attenzione alle potenzialità dell’innovazione tecnologica per spingere investimenti e progettualità e per attuare le riforme, in primis quella della PA. Formazione e ricerca asset fondamentali.

Di M. Fiordalisi - Direttore CorCom

Migliorare il potenziale di crescita dell’economia, facendo leva anche e soprattutto sulla digitalizzazione, la banda larga e le reti 5Gil presidente del Consiglio Mario Draghi nelle sue dichiarazioni programmatiche in Senato (qui lo speech integrale del Presidente del Consiglio) traccia la linea prossima ventura dedicando alle riforme e agli obiettivi strategici gran parte dell’attenzione.

“La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata.

Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare,  non solo  dispiegando tutte le  tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza  delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”.

Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni. Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia”.

Draghi nell’evidenziare che “il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (Pnrr)”, ha sottolineato la necessità di “approfondire e completare quel lavoro” in vista della scadenza ravvicinata di aprile, riferendosi alla deadline della presentazione del Piano alla Commissione europea.

“Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G”, ha detto Draghi evidenziando che anche relativamente alle infrastrutture e alla tutela del territorio, bisognerà “incoraggiare l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali”.

Farà leva sulla digitalizzazione anche la riforma della PA: “Dovrà muoversi su due direttive – ha annunciato il Presidente del Consiglio -: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati”.

Grande attenzione anche alla formazione e alla ricerca: “La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria.

Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici”.

E il Presidente del Consiglio considera l’adozione delle piattaforme a distanza un’opportunità da valorizzare: “Occorre costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza”.

 

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