General Contractor, cos’è e quando serve

general contractor

La figura del general contractor – in italiano, contraente generale – si è affacciata solo di recente nel panorama delle ristrutturazioni private, mentre già da tempo caratterizza le opere pubbliche.

Si tratta di una figura di coordinamento di tutti le fasi e di tutti i professionisti coinvolti in un progetto di ristrutturazione.

Cosa si intende per “general contractor”?

Nel contesto di una ristrutturazione il general contractor si occupa del coordinamento generale di tutte le figure professionali coinvolte e di tutti gli aspetti dell’intervento.

Dal punto di vista professionale, questa figura si configura come una società di costruzioni, ma dal punto di vista operativo, svolge tutte le attività necessarie: dal primo sopralluogo alla consegna delle chiavi.

Questo è possibile perché  può contare su una squadra di professionisti con diverse competenze – dal progettista all’idraulico e così via – che sono in grado di realizzare i vari interventi che caratterizzano ciascun progetto.

Perché è diverso dall’impresa tradizionale?

L’impresa edile tradizionale nella maggior parte dei casi è specializzata in interventi che riguardano la muratura, i pavimenti e i rivestimenti mentre si affida a operai esterni, che lavorano “a chiamata”, per altri tipi di intervento, ad esempio sugli impianti.

E lo stesso avviene quando ci si affida a un architetto coordinatore.

Il general contractor, invece, ha all’interno della sua squadra operai specializzati in tutti – o quasi – gli ambiti, compresa l’impiantistica e le opere di rifinitura, operai che hanno con lui un rapporto professionale continuativo.

Cosa cambia all’atto pratico? Che con il general contractor c’è un coordinamento dall’alto e quindi una maggiore efficienza, anche in termini di calendarizzazione dei vari interventi, cosa che diventa più importante nel caso di progetti complessi e/o grandi.

Questo semplifica sia le dinamiche del cantiere sia la vita del cliente, che ha un unico referente, responsabile di tutto l’intervento.

Anche a lavori conclusi, se sorgono problemi derivanti dall’intervento fatto, il cliente potrà chiederne la soluzione al general contractor.

Per capire meglio usiamo un esempio: un’impresa tradizionale, che al suo interno non ha l’idraulico, ne chiama uno esterno.

Coordinare i tempi del muratore che deve aprire e chiudere le tracce che servono all’idraulico e l’idraulico stesso (che avrà contemporaneamente altre commesse altrove) può creare dei ritardi al cantiere.

Se poi ci sono problemi all’impianto appena realizzato, diventa difficile individuare le responsabilità e quindi la soluzione, mentre nel caso del general contractor la responsabilità ricade sul general contractor stesso e anche l’impegno a risolvere il problema.

Proprio in tema di responsabilità, è opportuno chiedere se possiede una copertura assicurativa e di che tipo.

Quali sono i vantaggi del rivolgersi a un general contractor?

Il valore aggiunto è dunque dato dal tipo di organizzazione del lavoro e dal livello di responsabilità che assume. Oltre che dal vantaggio di avere un unico referente con cui confrontarsi durante i lavori di ristrutturazione.

Caratteristica particolarmente apprezzata, ad esempio, da chi ha poco tempo per seguire i lavori e quindi vuole poter contare su qualcuno che segua tutti gli aspetti e risolva tutti i problemi.

Oppure se la casa interessata dai lavori si trovi in un luogo lontano da quello di residenza, in un’altra città o addirittura all’estero.

Inoltre, seguendo tutte le fasi dell’intervento, il general contractor è in grado di fornire un preventivo dettagliato e fedele di tutte le voci di spesa, proprio perché ha il controllo di tutte le fasi.

Rivolgersi a un general contractor comporta un incremento dei costi?

Rivolgersi a un general contractor non comporta di per sé dei costi aggiuntivi.

I costi variano a seconda del caso, per avere un’idea possiamo dire che si parte da un minimo di 600 euro al metro quadro per una ristrutturazione completa e che affidando tutto a un’unico soggetto è possibile contenere la spesa.

Un general contractor valido probabilmente costerà circa il 10% in più rispetto a un’impresa non specializzata, proprio per il valore aggiunto dato dalle competenze specifiche che offre.

Quando è consigliabile?

Alla luce delle caratteristiche della figura del general contractor possiamo dedurre che possa essere consigliabile, in particolare, quando sia richiesto l’intervento e il coordinamento di diverse competenze professionali.

Questo succede sicuramente nel caso di una nuova costruzione e di una ristrutturazione radicale, che implichi, ad esempio, sia interventi sulla muratura che il rifacimento degli impianti.

È una scelta legata anche a quanto il cliente desideri delegare e affidare l’intervento.

Quando invece non lo è?

Se invece l’intervento è molto contenuto e riguarda un solo aspetto della casa, il vantaggio diventa meno evidente.

Anche se talvolta le persone non hanno tempo e competenze e quindi decidono di affidarsi a un general contractor anche per piccoli lavori, proprio perché non hanno la possibilità di seguirli personalmente in maniera adeguata.

Infine, cosa si intende per subcontractor?

Nel caso in cui il progetto richieda competenze che il general contractor non possiede nel suo staff, potrà affidarle in subappalto a un terzo, che sarà coinvolto nel coordinamento generale dell’intervento.

Anche in questo caso, il general contractor, resterà comunque l’unico referente e responsabile nei confronti del committente.

 

 

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