Giorgetti punta a una decisione sulla rete unica prima di Pasqua

rete unica

Il ministro dello sviluppo Giorgetti è determinato a fare presto per evitare nuovi ritardi e benficiare dei fondi Ue. Non si dice contrario al controllo di Tim perché è un settore regolato e invita tutti gli operatori a fare una lista di priorità.

Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti corregge il tiro sulla rete unica, non esclude che Telecom Italia abbia il controllo della società che nascerebbe dall'unione tra la rete del gruppo guidato da Luigi Gubitosi con Open Fiber (posseduta al 50% da Cdp e al 50% da Enel che ha firmato un impegno a vendere al fondo australiano Macquarie ed è in attesa del via libera delle autorità)  e spinge sull'acceleratore.

"Penso che già nei prossimi giorni il governo e soggetti coinvolti faranno chiarezza e daranno certezze - ha detto Giorgetti a margine di un convegno - Siccome siamo già in ritardo, spero che prima di Pasqua venga fatta  chiarezza. Noi come governo nei prossimi giorni dovremmo definire la versione definitiva del Pnrr. Io non mi sono espresso contro la rete unica, ho detto che lo stallo generato in tutti questi mesi, oserei dire anni, ha provocato inefficienza".

A chi gli chiedeva se Tim possa avere la maggioranza della società che nascerebbe dalla fusione con Open Fiber Giorgetti ha risposto:  "Il controllo societario, di fatto, non è il problema, il problema è un altro, il settore è ampiamente regolato".  "Ma il fatto che Tim abbia il controllo, non deve implicare un ritorno al monopolio, per questo la società avrebbe offerto ampie garanzie sulla governance, aprendo il capitale  a tutti gli operatori, anche per con investire nella nuova rete.

"A chi mi domanda se io sia a favore o no del monopolio - ha detto Giorgetti -  dai primi rudimenti di economia sono sempre stato a favore della concorrenza, ma nel caso specifico la situazione è peculiare, il settore è ampiamente regolato, credo che l'obiettivo sia arrivare tutti in condizioni di concorrenza. Credo che tutti quanti si occupano della vicenda debbano capire che serve uno sforzo serio che non si riduce alla dimensione societaria".
Per evitare gli sprechi mettere insieme le forze diventa quindi ancora più importante, così come accorciare i tempi è indispensabile per beneficiare dei fondi Ue.

"Quello che dobbiamo fare è che tutti i soggetti in campo chiariscano al governo quali sono i propri progetti e se ci credono facciano quello che devono fare, altrimenti il prezzo lo pagano i cittadini e le imprese - ha ribadito il ministro dello sviluppo Economico -. Ci vorrebbe un inventario realistico della situazione, investimenti privati e pubblici per portare la rete ovunque. Naturalmente se si può fare con la rete unica bene, e se lo si fa in tempi rapidissimi; se non è ritenuto attuale, e io penso che sia attuale, lo si dica chiaramente".

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