IBM e AT&T: miliardi di dollari per il Cloud

Nei giorni scorsi è stata confermata l'acquisizione di Red Hat da parte di IBM, un'operazione costata ad Armonk ben 34 miliardi di dollari che le consentirà di divenire uno dei principali operatori del mercato del Cloud.

IBM

A conferma di ciò è possibile citare la recente partnership con il provider AT&Tche, stando alle dichiarazioni dei portavoce, si tradurrà in un investimento miliardario nell'edge computing.

Come qualsiasi altro settore correlato ai Big Data anche l'edge computing è caratterizzato da un'importante crescita, esso riguarda l'elaborazione dei dati ai margini della rete, sostanzialmente dove vengono generate le informazioni. Il vantaggio di questo approccio risiede in particolare nella possibilità di fornire dati già elaborati ai Data Center, con un risparmio sia in termini di storage che di prestazioni.

Grazie all'accordo tra le due azione AT&T potrà ospitare le proprie applicazioni all'interno del Cloud di IBM, tale collaborazione proseguirà per svariati anni anche se per il momento non sarebbero disponibili dettagli riguardanti la durata del contratto pluriennale siglato o il costo che il committente dovrà affrontare in termini di canone.

A livello tecnico AT&T si sarebbe impegnata ad adottare Red Hat Linux Enterprise, ora divenuto uno dei prodotti di IBM, come piattaforma per la gestione del workload e per la distribuzione delle applicazioni, le clausole prevedrebbero inoltre una cooperazione per l'impiego di oggetti connessi tra loro tramite reti 5G nella creazione di un network di edge computing.

Come dimostrato attraverso l'imponente impegno di risorse messe in campo per l'acquisizione di Red Hat, una delle fusioni più costose di sempre, IBM è fortemente intenzionata a modificare il suo modello di business. Oggi nessuna Big Company High Tech può operare al di fuori del mercato del Cloud, le precedenti esperienze di Microsoft e soprattutto Amazon ne sono una conferma.

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