Intelligenza artificiale e blockchain, l’Ue punta a 400 milioni di euro di investimenti nel 2020

Commissione e Fondo UE per gli investimenti hanno annunciato la nascita di un nuovo fondo a sostegno delle imprese delle tecnologie emergenti, che entro il 2021 potrebbe arrivare a 2 miliardi di euro. Obiettivo principale migliorare la competitività di imprese e startup, e recuperare il ritardo accumulato con USA e Cina.

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La Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti hanno annunciato la costituzione di un fondo per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione nel settore delle tecnologie emergenti e considerate “fondamentali” nella competizione sui mercati globali con gli Stati Uniti, la Cina e il resto dell’Asia.

In particolare, il fondo dovrebbe sostenere le imprese che portano avanti progetti e iniziative nel settore blockchain intelligenza artificiale (IA).

Per queste due aree strategiche, si legge nel sito specializzato Sifted del Financial Times, le risorse per il 2020 dovrebbero ammontare fino a 400 milioni di euro, di cui 100 milioni arriverebbero direttamente dall’Unione e altri 300 milioni circa dal settore privato e venture capital.

A partire dal 2021, infine, il fondo per le tecnologie emergenti dovrebbe dotarsi di risorse comprese tra 1 e 2 miliardi di euro all’interno del programma InvestEU.

Un fondo da 100 milioni di euro non è molto, hanno ammesso da Bruxelles: “Ma contiamo di attirare fondi privati e incoraggiare i venture capital ha sostenere le imprese europee nei prossimi anni”, ha dichiarato Tomasz Kozlowski, Head of mandate and product development presso il Fondo europeo per gli investimenti.

Gli investimenti europei in innovazione digitale, IA e blokchain non sono sufficienti, non bastano ad andare avanti se comparati con quelli europei e asiatici, soprattutto per l’intelligenza artificiale”, ha spiegato Helen Kopman, vice responsabile Digital innovation & blockchain unit della DG Connect.

100 milioni di euro possono sembrare una goccia nell’oceano, ma lo vediamo come un punto di partenza e questa è la prima volta che l’Unione europea ha provato uno strumento finanziario così mirato”, ha aggiunto la Kopman, con particolare riguardo alle startup.

L’Europa si trova a dover colmare un gap già oggi troppo grande nei confronti degli Usa e della Cina riguardo a queste nuove tecnologie.

Tra il 2011 ed il 2018, le imprese americane attive nel mercato dell’IA sono state in grado di raccogliere quasi i due terzi di tutti gli investimenti venture capital, mentre il 21% è andato alle aziende cinesi e appena il 10% a quelle europee, secondo dati Ocse.

La Brexit, inoltre, potrebbe peggiorare il dato europeo, visto che il 55% degli investimenti privati in progetti IA provengono da imprese con sede nel Regno Unito.

Per quel che riguarda la blockchain, il 33% delle risorse finanziarie è accaparrato da imprese Usa, il 22% da quelle europee e il 21% da quelle cinesi.

Uno studio IDC stima che la spesa europea in soluzioni IA raggiungerà i 7 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, per triplicare nei prossimi quattro anni e attestarsi attorno ai 21 miliardi di dollari nel 2023.

Fonte: Key4Biz

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