Internet a basso costo? E chi garantisce la tenuta del Paese?

Abbattere il digital divide è una priorità Paese.

digital divide

Ma la proposta di Conte è sintomatica di una non chiara percezione del mercato italiano, fra i più concorrenziali al mondo sul fronte delle tariffe.

Gli operatori di Tlc hanno già pagato cara la competizione sfrenata e ulteriori sforbiciate rischiano di abbattere la qualità dei servizi e bloccare la ripresa economica.

Dobbiamo colmare il divario digitale e rendere Internet accessibile a tutti a basso costo”. Che si debba colmare il prima possibile il digital divide e che si debba spingere concretamente la realizzazione delle reti a banda ultralarga fissa e mobile è ormai chiaro a tutti. Ma che cosa voglia intendere il presidente del Consiglio con “basso costo” – una proposta lanciata in occasione degli Stati Generali – questo no che non è chiaro.

L’Italia è un Paese in cui la guerra dei prezzi al ribasso va avanti da anni, al punto da “accreditarci” fra i Paesi più competitivi al mondo sul fronte tariffario. Ma la medaglia ha sempre una doppia faccia: le reti hanno bisogno di manutenzione e upgrade continui per garantire la crescente domanda di connettività, ora più che mai.

bisognerà costruirne di nuove per ampliare la copertura territoriale spingendo la fibra. Per non parlare della partita 5G che è già costata agli operatori esborsi miliardari per le licenze. E se gli operatori non possono e non potranno contare su revenues soddisfacenti non potranno né accelerare né garantire la qualità dei servizi.

Sono i numeri a parlare. Come evidenziato da Andrea Rangone, presidente di Digital360 in occasione del primo web summit di Telco per l’Italia (il secondo sul tema del digital divide è in programma il 25 giugno) “dopo due anni di lieve ripresa nel 2018 il mercato ha registrato nuovamente un segno meno sul fronte ricavi, che in 10 anni sono scesi di 13 miliardi, passando da 43 a 30 miliardi e facendo dell’Italia il fanalino di coda in Europa.

E nel per l’anno 2019 (i numeri a consuntivo non sono ancora disponibili, ndr) si stima un ulteriore calo del fatturato complessivo stimato tra il 4% e il 5%. La causa di questa sofferenza è ricercarsi nella contrazione dei prezzi che in Italia in 10 anni sono diminuiti del 29,6% e in un anno di ben il 6,9%”.

Insomma sventolare bandiera del “basso costo” non è un bene né per la ripresa del mercato né soprattutto per il Paese. A meno che non si voglia assistere a un pericoloso calo della qualità dei servizi.
Un rischio che non possiamo permetterci in questo delicato momento in cui le reti di Tlc rappresentano la garanzia di operatività per molte, moltissime aziende e una quantità crescente di cittadini. E in cui faranno la differenza anche per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, attesa da anni.

Di M. Fiordalisi - Direttore CorCom

 

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