IoT e sicurezza: le misure del Regno Unito

Il governo del Regno Unito si prepara a lanciare nuove norme per migliorare la cyber security dei dispositivi IoT.

La prima misura è la sicurezza. L’obiettivo è proteggere i dispositivi connessi nel modo migliore contro le minacce cibernetiche già da quando escono dalla fabbrica. A questo proposito Londra, ha avviato una serie di consultazioni come preludio di un prossimo regolamento che obblighi i produttori ad adottare misure ad hoc sin dalla fase di progettazione del prodotto.

Le password di default saranno vietate in quanto troppo facili da bucare per i cyber criminali. Le norme nascono a seguito del Security By Design Report, pubblicato a marzo dell’anno scorso dall’esecutivo britannico in collaborazione con il National Cyber Security Centre (NCSC) e le industrie. Il documento identificava 13 passaggi per migliorare le difese.

Tra tre anni, nel Regno Unito, ci saranno 420 milioni di dispositivi IoT e, le minacce di cybercrime e Hacker sono in aumento. Questo ha spinto il Paese ad investire molto sul settore.

Agli inizi del 2019, Londra ha promesso di investire 70 milioni di sterline, attraverso l’Industrial Strategy Challenge Fund, per supportare la ricerca sulle soluzioni di sicurezza in ambito hardware.

Sono stati annunciati 30 milioni per garantire le difese cibernetiche dei dispositivi smart nel Paese connessi al web.

I fondi saranno anche utilizzati come parte dell’iniziativa “Ensuring the Security of Digital Technology del programma Periphery. Il programma prevede di migliorare sia le protezioni cibernistiche sia fisiche degli apparecchi IoT. Gli attacchi informatici sono sempre di più e il settore dell’Internet delle Cose è ad oggi quello più debole.

FONTE

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