La resilienza delle Tlc ai tempi del coronavirus

Impennata di connessioni a Internet e del traffico sulle reti fisse e mobili. Le infrastrutture stanno tenendo, ma potranno esserci disservizi. L’emergenza sta dimostrando chiaramente il valore e la strategicità dei network. E si auspica che una volta fuori dal tunnel il governo e la politica mettano finalmente il “dossier reti e digitale” fra le priorità-Paese.

internet based network

Le reti di telecomunicazioni stanno tenendo.

Nonostante l’impennata del traffico sulle reti fisse e mobili e delle connessioni a Internet, dovuta principalmente all’adozione dello smart working da parte di un elevato numero di aziende.

L’emergenza coronavirus si fa sentire anche in casa delle telco.

Che sono al lavoro h24 per garantire al Paese le comunicazioni a servizio in primis della sanità e delle strutture dedicate a gestire l’emergenza e più in generale a tutti i cittadini.

C’è spazio per un ulteriore aumento di traffico”, ha rassicurato l’Ad di Tim Luigi Gubitosi rispondendo a chi gli ha chiesto conto della gestione dell’emergenza in occasione della conference call sulla presentazione del Piano strategico 2020-2022.

E il “down” sulla rete che ha riguardato il Nord nelle prime ore della mattinata ha interessato  – puntualizza l’azienda a CorCom – soltanto la fruizione di alcune applicazioni e il web a causa di un guasto sulla rete estera.

“In questi giorni è aumentato del 70% il traffico su rete fissa e del 10% su mobile”, ha aggiunto Gubitosi. Bergamo la città in cui si è registrata la maggiore impennata sulla rete Tim.

Ma il manager ci ha tenuto a precisare che non solo la rete è progettata per gestire picchi ma che “in certe aree abbiamo addirittura accelerato le cose”, riferendosi ai cantieri in particolare per la rete fissa di nuova generazione.

E, ha aggiunto “siamo in discussione con le Autorità perché si acceleri il rilascio di permessi in modo da poter garantire nostro servizio il più rapidamente possibile”.

La questione dei permessi e della burocrazia è da anni fra i principali ostacoli all’infrastrutturazione fissa ma anche delle reti mobili (in quest’ultimo caso si aggiunge anche il tema elettrosmog).

E mai come in questo caso diventa necessario, anzi imprescindibile, consentire alle telco di fare il loro lavoro.

Di disservizi certo ce ne potranno essere: il personale tecnico evidentemente è impegnato sul “fronte” a supporto delle urgenze, quelle pubbliche in prima linea ma anche quelle della clientela business alla quale bisognerà garantire la continuità operativa per evitare “blocchi” che possano mettere in difficoltà le attività laorative.

Molti call center stanno lavorando in modalità “robotizzata” per gestire i clienti consumer, quelli meno “critici” in questo momento e va da sé che le attività di ordinaria assistenza, quelle di livello più “basso” potranno subire delle differite rispetto alle normali tempistiche.

Ci si augura però che questa emergenza faccia scuola e che le forze governative e la politica tutta comprendano una volta per tutte la strategicità di un comparto, quello delle Tlc, che rappresenta la spina dorsale per il funzionamento della macchina tutta.

Fonte: CorCom

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