L’intelligenza artificiale europea dovrà avere una coscienza

Il bando Ue da 50 milioni di euro e le dichiarazioni del mondo politico puntano in una direzione chiara, ma non semplice: un futuro in cui l’AI avrà un peso sempre maggiore nei confronti della società, nel rispetto dell’uomo.

Robot

Tecnologie di AI etiche, responsabili di fronte alla società e costruite intorno all’uomo sono al centro del bando da 50 milioni di euro pubblicato dalla Commissione Europea. Sarà così il futuro? Ce ne parla la servizi di consulenza e di ricerca di mercato The Innovation Group, che fra l’altro al tema dedicherà un evento, “AI & Data Summit”, il prossimo 3 ottobre a Milano.

Lo scorso 11 luglio la Commissione Europea ha pubblicato un bando da 50 milioni di euro per affrontare e superare le sfide che ostacolano la piena diffusione di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale all’interno dell’Unione Europea, nonché per promuovere a riguardo un’azione sinergica tra tutti i Paesi membri.

Attraverso il bando (la cui scadenza è prevista per il 13 novembre 2019), la Commissione Europea esorta tutti i Paesi membri a presentare proposte e progetti per sviluppare una rete europea di centri di ricerca nell’ambito dell’AI, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione per affrontare al meglio le principali sfide che ne ostacolano la piena diffusione. 

L’iniziativa, che rientra nel programma Horizon 2020, si compone di due parti: la prima, volta a riunire i principali ricercatori in reti europee di centri di eccellenza che lavoreranno su determinati aspetti dell’AI; la seconda, per coordinare i diversi progetti selezionati e altre iniziative pertinenti.

Il bando fa seguito ad un altro annuncio della Commissione di un investimento di 20 milioni di euro per la creazione di AI4EU, piattaforma online per lo scambio di strumenti e risorse di AI in Europa e per sviluppare un ecosistema europeo di AI.

La strategia europea per l’AI
Queste due nuove iniziative vanno, dunque, ad aggiungersi alla più ampia strategia promossa dall’UE per un’AI “made in Europe” basata sullo sviluppo di soluzioni che siano “responsabili”, “democratiche” e “on demand”, per mettere l’Europa nelle condizioni di poter competere con le principali economie mondiali (già attivamente impegnate su questo fronte).

Le iniziative, del resto, sono perfettamente in linea con la politica del neo presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che nelle principali strategie disegnate per il periodo 2019-2024 ha previsto proprio lo sviluppo di tecnologie digitali che permettano all’Ue di emergere in uno scenario globale dominato dai colossi hi-tech americani e asiatici. 

Tuttavia, la priorità del presidente sarà quella di proporre “una legislazione per un approccio coordinato alle implicazioni umane ed etiche dell’Intelligenza Artificiale”, proseguendo così un approccio già sviluppato dai suoi predecessori e formalizzato nel documento “Building Trust in Human-Centric Artificial Intelligence”, che descrive le linee guida da seguire in ambito comunitario nello sviluppo di applicazioni e sistemi di AI fortemente basati sulla componente umana.

È dello stesso parere anche la commissaria Ue al Digitale, Maryia Gabriel, che di recente ha presentato le linee guida della Unione Europea su un’AI “affidabile”. A tal proposito la commissaria ha dichiarato che l’approccio europeo sarà “human-centric”, con l’uomo al centro di un processo di cambiamento il cui obiettivo è “migliorare l’agire umano e i suoi diritti e non ridurre la sua autonomia”.

L’importanza e la necessità di sviluppare approcci human centric nell’ambito dell’AI è stata ben evidenziata anche da un recente studio condotto da Pwc, comprensivo di un toolkit per aiutare le imprese ad affrontare le principali sfide dell’AI in maniera virtuosa, etica e responsabile.

Secondo lo studio, infatti, il potenziale economico dell’AI, stimato in 15,7 trilioni di dollari, potrà realizzarsi pienamente solo quando le aziende integreranno le proprie strategie di AI con principi etici e responsabili […]

Il principio di un’intelligenza artificiale etica piace soltanto al mondo delle istituzioni o anche ai cittadini-consumatori? Vi invitiamo a proseguire nella lettura sul sito di The Innovation Group, dove trovate anche i dettagli su come partecipare all'evento "AI Data Summit".

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