Luca Attias a capo del Dipartimento per la Trasformazione digitale

L’annuncio della ministra Paola Pisano: “Sarà il direttore. Vogliamo dare continuità a quanto fatto finora sul fronte dell’innovazione”.

Luca Attias

L'attuale Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, Luca Attias, sarà direttore del Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Lo ha annunciato la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, nel corso di un’intervista a cura del presidente di Anorc Professioni, Andrea Lisi.

“Il Commissario digitale si sta trasformando – ha detto il ministro Pisano rispondendo a una domanda sulla riorganizzazione della governance digitale – perché lascerà le vesti di Commissario digitale e diventerà il direttore del Dipartimento di Innovazione all’interno di questo Ministero.

Così andremo in continuità con tutte quelle che sono state le piattaforme abilitanti che in questi tre anni sono state create proprio per agevolare l’innovazione”.

Il Dipartimento per la Trasformazione digitale

L’istituzione del Dipartimento è prevista dal  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019 che modifica precedente decreto del 1° ottobre 2012 recante “Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

Il Dipartimento per la trasformazione digitale “è la struttura di supporto al Presidente per la promozione ed il coordinamento delle azioni del Governo finalizzate alla definizione di una strategia unitaria in materia di trasformazione digitale e di modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie digitali.

Esso dà attuazione alle direttive del Presidente in materia e assicura il coordinamento e l’esecuzione dei programmi di trasformazione digitale”, si legge all’articolo 24 ter.

E al comma 3 si puntualizza che il Dipartimento si articola in non più di due uffici e in non più di due servizi.

Nella struttura andranno a confluire  una parte dei componenti dell’attuale Team Digitale mentre la restante parte è già andata a confluire in PagoPA spa, la società che gestisce la piattaforma di pagamenti pubblica.

Come annunciato dalla ministra Pisano la struttura assorbirà anche alcune competenze relative alla cybersecurity finora in capo all’Agenzia per l’Italia digitale.

“Riteniamo utile ridefinire alcune competenze dell’Agid in materia, redistribuendole sul nascente Dipartimento per la Trasformazione digitale, anche in funzione della caratteristica di struttura altamente tecnica che si intende dare a quest’ultimo”, aveva annunciato Paola Pisano, in audizione nelle commissioni Affari costituzionali e Trasporti sul decreto perimetro cibernetico. La ministra ha precisato che il nuovo diparimento assorbe “le competenze di Agid e quindi ci avvaliremo anche del suo personale tecnico”.

“Il nascente Dipartimento della Trasformazione digitale si preoccuperà di adempiere con la massima cura e attenzione ai compiti che la normativa ci affida – continuava la ministra – In particolare: continueremo a sviluppare la consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza delle informazioni nelle amministrazioni, condividendo buone pratiche ed elaborando le necessarie misure si sicurezza da adottare in ambito pubblico; raccoglieremo le informazioni relative alle reti e ai sistemi informativi delle amministrazioni al fine di informare il dipartimento sulla sicurezza sulle infrastrutture digitali che sono esposte a rischio”.

E ancora, precisava Pisano: “Adotteremo strumenti tecnologici innovativi per raccogliere e gestire le notifiche di incidenti aventi impatto sulle reti, sistemi e servizi informatici dei soggetti pubblici; incoraggeremo la diffusione delle pratiche di valutazione e trattamento del rischio; lavoreremo congiuntamente al Centro di valutazione e certificazione del Mise e al Centro di valutazione del ministero della Difesa per intervenire nel caso di mancata collaborazione dei fornitori di tecnologie alle attività di test previste dalla normativa in relazione alle forniture e servizi di prodotti Ict destinati a soggetti pubblici all’interno del Perimetro nazionale; collaboreremo nelle attività ispettive, di verifica e adozione di eventuali conseguenti prescrizioni mettendo in campo tutte le risorse e le molteplici competenze di cui disponiamo”.

Fonte: CorCom

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