Maxi alleanza Tim-Google sul cloud

Si punta a una newco con possibile quotazione. Firmato anche un accordo con Santander per offrire prestiti ai consumatori. Avanti tutta sul dossier Open Fiber: la scelta del fondo entro dicembre. Il Cda approva i conti al 30 settembre 2019: scende il debito.

TIM

di M. Fiordalisi - Direttore CorCom

Avanti tutta sul progetto di integrazione con Open Fiber e su quello di network sharing con Inwit e Vodafone ItaliaPotenziamento di TimVision grazie all’accordo con Netflix.

Ma, soprattutto, un piano di investimenti importante sul cloud che prevede – grazie ad una partnership strategica con Google Cloud – la realizzazione di nuovi data center nonché l’assunzione e la formazione di 800 ingegneri.

E last but not least un accordo con Santander Consumer Bank per offrire finanziamenti ai clienti per l’acquisito a rate di dispositivi, e in una fase successiva, di prodotti di credito al consumo e assicurativi.

Queste le principali novità annunciate a seguito del Consiglio di amministrazione di Tim chiamato ad approvare i conti dei primi nove mesi 2019.

L’alleanza con Google: spunta una newco sui data center

Realizzazione di nuovi Data Center proprietari all’avanguardia (fino al livello Tier IV). E assunzione e formazione di oltre 800 ingegneri specializzati in cloud.

Tim spinge l’acceleratore sull’innovazione e annuncia un memorandum of understanding con Google Cloud, preludio di una partnership strategica che punta a posizionare l’azienda in qualità di principale player nazionale nell’offerta di servizi cloud e di edge computing.

“Grazie alla partnership con Google, leader mondiale nell’innovazione, Tim conferma il proprio ruolo di riferimento a supporto del processo di innovazione tecnologica in Italia – commenta l’Ad Luigi Gubitosi -.

Nei prossimi anni, cloud ed edge computing rappresenteranno due dei mercati chiave che beneficeranno maggiormente dei nuovi prodotti e servizi abilitati dalla tecnologia 5G”.

Secondo l’azienda sarà proprio il 5G a fare da traino ad un mercato, quello del cloud, già in forte crescita sull’onda della domanda di servizi di public, hybrid e edge computing.

“Non vediamo l’ora di lavorare con Tim per rafforzare il nostro contributo a supporto della trasformazione digitale delle imprese italiane”, aggiunge Thomas Kurian, ceo di Google Cloud.

L’alleanza punta infatti proprio su iniziative go-to-market per accelerare la digitalizzazione delle aziende italiane, dalle Pmi alla grande industria.

E Tim si prepara a tal proposito a un piano di investimenti in infrastrutture e risorse umane. L’azienda annuncia infatti l’ampliamento del proprio “parco” di data center con strutture all’avanguardia – fino al livello Tier IV) – nonché l’assunzione e la formazione nei prossimi anni di oltre 800 ingegneri specializzati in cloud.

Non solo: l’operazione dovrebbe articolarsi attraverso la creazione di un newco dei data center, a controllo Tim, che in una fase successiva potrebbe essere quotata.

“Saranno invitati investitori infrastrutturali a entrare nel capitale della società per sostenerne l’espansione. La successiva quotazione sarà presa in considerazione”, si legge su documenti Tim.

Stando a quanto si apprende la newco potrebbe generare ricavi per 500 milioni nel 2020 e si punterebbe a 1 miliardo di giro d’affari nel 2024. L’ebitda al 2024 dovrebbe raggiungere i 400 milioni e l’operazione non impatterà sul capex. 

La notizia della partnership con Google ha fatto balzare di oltre 3,5 punti percentuali il titolo Tim a Piazza Affari.

I “cantieri” Open Fiber e Inwit-Vodafone

Nel corso del trimestre, si legge nella nota di Tim, è continuato il processo per la potenziale operazione su Open Fiber alias la partnership per la possibile operazione di integrazione della rete in fibra.

L’operazione prevede la partnership con uno o più fondi infrastrutturali, la cui selezione è in corso, puntualizza Tim.

Riguardo al progetto di network-sharing con Inwit e Vodafone Italia il contratto è stato perfezionato a luglio. E sono in corso le valutazioni da parte delle autorità antitrust.

Accordo con Santander: prestiti per i consumatori e 500 mln di debito in meno nel 2020

Firmato oggi un accordo quadro con Santander Consumer Bank.

L’accordo definisce il percorso che porterà alla creazione di una Joint Venture, che offrirà finanziamenti per l’acquisto di terminali tramite prestiti rateali e, in una fase successiva, altri prodotti di credito al consumo e assicurativi.

La JV consentirà un’ulteriore riduzione del debito oltre che del costo del credito, offrendo contemporaneamente opportunità di ampliamento della base di ricavi e della profittabilità per Tim.

Stando alle prime stime la partnership consentirebbe a Tim di ridurre il proprio debito per circa 500 milioni nel 2020.

L’accordo prevede la creazione di una joint venture di cui Santander Consumer Bank controlli il 51% e Tim il 49% e che sarà operativa dall’anno prossimo.

“Questa joint venture strategica ci consentirà di liberare capitali e ridurre il nostro credit risk, supportando le vendite e ampliando la nostra base di ricavi verso nuove opportunità di profittabilità.

Alla luce delle numerose collaborazioni di successo che vanta in tutta Europa, Santander è il partner ideale e con la sua esperienza nel settore ci può garantire un time to market rapido e a condizioni vantaggiose”, sottolinea l’Ad Gubitosi.

“Sono molto soddisfatto di questo accordo che consentirà a Santander Consumer Finance di affermarsi come leader sul mercato italiano, al fianco di uno dei marchi italiani maggiormente fidati”, aggiunge l’Ad del Banco Santander, José Antonio Álvarez.

TimVision, asse con Netflix

Prosegue l’arricchimento dell’offerta grazie all’accordo siglato con Netflix che consentirà, con offerte dedicate, di fruire non solo dell’ampio catalogo di TimVision, ma anche dell’esperienza Netflix completa e della sua grande varietà di produzioni originali: serie, film, documentari e contenuti per bambini.

I clienti Tim potranno attivare queste offerte direttamente in bolletta e fruire dei contenuti dal Tim Box. Questa importante partnership – evidenzia Tim – rafforza ulteriormente la piattaforma streaming di Tim e confermano la strategia di TimVision come principale aggregatore di contenuti digitali.

I conti dei primi 9 mesi 2019

L’accordo è stato siglato in concomitanza con l’approvazione, da parte del Cda di Tim, dei conti al 30 settembre 2019. I risultati dei primi nove mesi – si legge nella nota emessa a chiusura di Cda – “hanno consentito di anticipare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’indebitamento di circa 3 mesi e confermano l’accelerazione impressa dal management sulla capacità realizzativa in un contesto competitivo complesso”.

In dettaglio, l’operating free cash flow ha raggiunto 2,2 miliardi di euro, registrando un miglioramento di 791 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie alla continua riduzione dei costi e all’ottimizzazione della gestione del capitale circolante.

L’equity free cash flow si è attestato a 1,2 miliardi di euro, con un incremento di oltre 1 miliardo di euro anno su anno. Conseguentemente – evidenzia l’azienda – l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre si è ridotto di 958 milioni di euro da fine 2018 e di 419 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019, attestandosi a 24,3 miliardi di euro.

Nei primi nove mesi i ricavi da servizi di Gruppo, al netto del contributo di Telecom Italia Sparkle (International Wholesale), sono stati pari a 11,8 miliardi di euro (-2,2% YoY), mentre i ricavi totali hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (-4,3% YoY).

L’ebitda reported di Gruppo è stato di 6,0 miliardi di euro, con un incremento del 4,0% YoY grazie alla prosecuzione delle azioni di ottimizzazione dei costi e ad un saldo positivo delle partite non ricorrenti che hanno beneficiato per 693 milioni di euro dall’esito favorevole per Tim Brasil dei contenziosi relativi a una doppia imposizione fiscale, in parte controbilanciati da 393 milioni relativi ad accantonamento.

L’indicatore Ebitda reported-Capex ha raggiunto i 3,7 miliardi di euro, con un incremento del 12,5% YoY beneficiando delle azioni di continuo miglioramento nelle condizioni e nei termini di spesa nonché dei livelli di coverage già raggiunti sulle componenti fisso e mobile.

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