Recovery plan, modello ‘wholesale only’ anche nelle aree grigie?

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Il Recovery Plan andrà ancora dettagliato per capire in che modo saranno distribuiti i fondi destinati al completamento del piano BUL nelle aree grigie. Privilegiato il modello wholesale only non verticalmente integrato, come nelle aree bianche?

di Paolo Anastasio | Key4Biz

Il Recovery plan approvato in Cdm è ancora in fieri. L’allocazione dei fondi ai diversi capitoli è soltanto la prima fase, ora il piano andrà riempito di contenuti e dettagli. I titoli di cui in larga parte è composto vanno concretizzati e tradotti in azioni ben definite per non perdere il treno dei fondi europei. E’ questo fra gli altri il caso dei 4,2 miliardi di euro di fondi destinati alla banda larga, al 5G e al satellite. Un bel gruzzolo, di cui una parte (1,1 miliardi) già impegnata mentre il resto è da assegnare.

In che modo?

E’ ancora da decidere, ma presumibilmente tramite bandi di gara, che vanno disegnati.

In particolare, sono previsti 3,3 miliardi di euro sono destinati alle “Connessioni veloci” per il completamento del Piano Banda Ultralarga (BUL), si legge a pagina 61 della bozza:

“Intervento 4. Banda larga, 5G e monitoraggio satellitare

In questo ambito si prevedono interventi per la riduzione del digital divide favorendo il raggiungimento degli obiettivi europei della Gigabit society. Tra le principali linee di progetto vi sono:

• Il Piano Italia 1 Gbit/s che prevede il completamento del progetto Banda ultra larga, con iniziative per il collegamento all’utente finale delle connessioni ultraveloci e la sua estensione alle nelle aree grigie;”.

C’è da dire, che a prima vista sembra chiaro il riferimento ad investimenti riservati a tecnologie che raggiungono velocità di 1 Gbit/s. Tecnologie che in sostanza si riducono alla fibra ultraveloce fino a casa (FTTH), estensibile forse al limite alla tecnologia FWA, laddove non fosse tecnicamente impossibile raggiungere l’utente finale con la fibra fino a casa.

Si dovranno poi, presumibilmente, prevedere delle gare nelle aree grigie per l’assegnazione di questi fondi pubblici. E, sempre presumibilmente, questi fondi dovrebbero privilegiare il modello di operatore ‘wholesale only’ non verticalmente integrato, come peraltro già avvenuto in passato con i bandi delle aree bianche, in linea con i principi del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, e vinti da Open Fiber.

Ad ogni modo, non si vorrà (potrà) certo in sede di gara avvantaggiare FiberCop, società privata controllata da Tim, con fondi pubblici nelle aree grigie. Tanto più che nel piano di FiberCop c’è già appunto la copertura in autonomia di 7 milioni di case nelle aree grigie, come ricorda Andrea Biondi nel suo blog Nuovi Segnali. 

Tra l’altro, l’Europa ci guarda come dimostrano le diverse interrogazioni avanzate dalla politica alla vicepresidente Margrethe Vestager, responsabile della Concorrenza. L’assegnazione dei fondi del Recovery Plan è legata al via libera della Ue.

Sembra quindi presumibile che una parte di questi fondi pubblici del Recovery Plan saranno destinati alla copertura delle rimanenti 5 milioni di abitazioni che resterebbero scoperte nelle aree grigie.

Vedremo quali saranno i criteri di gara.

Quel che è certo è che l’attività di Open Fiber nelle aree bianche procede, come attestato anche da Infratel.

I fondi per il 5G

Il Recovery Plan prevede inoltre che con i fondi destinati a banda larga e 5G si finanzi anche:

• “La copertura in fibra ottica in realtà pubbliche ritenute prioritarie (completamento Piano scuole; piano sedi della sanità; piano fibra per parchi naturali; piano fibra per musei e siti archeologici);”.

E in effetti la copertura delle scuole è una della priorità anti digital divide principali del paese, così come la copertura delle strutture sanitarie in ottica di telemedicina e eHealth; lo stesso dicasi in ambito turistico, per la diffusione di servizi digitali e di realtà aumentata nei musei e siti archeologici e artistici del nostro paese.

Per finire, gli ultimi punti riguardano il 5G e il piano europeo di copertura al 2025, che prevede il rollout del 5G lungo le principali direttrici stradali e ferroviarie. Si legge così in quest’ottica quanto previsto nel Recovery Fund:

• “Fibra per il 5G lungo le vie di comunicazione extra-urbane e diffusione di reti 5G negli impianti sportivi pubblici;

• Interventi per la promozione dei servizi 5G e la safety del 5G”.

Sarà interessante capire quali servizi 5G saranno finanziati e in quali ambiti industriali.

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