Rete unica, dossier in stand by. Tutti in attesa di Draghi

Draghi

di Paolo Anastasio | Key4Biz

Tutto fermo sul fronte della rete unica in attesa di capire la posizione di un eventuale ed auspicato Governo Draghi sul dossier.

Il dossier rete unica Tim-Open Fiber è in stand by. Tutti sono in attesa di capire quali saranno le intenzioni di Mario Draghi. Ma c’è da aspettare. Il Presidente del Consiglio incaricato è impegnato in queste ore nelle consultazioni prima di sciogliere la riserva.

Ma al di là di tutto, tali e tante sono le priorità sul tavolo del futuro premier – preso nella tenaglia fra emergenza sanitaria, crisi economico-sociale e Recovery Plan – che la rete unica rischia di finire in fondo all’agenda del Governo di emergenza del Presidente Sergio Mattarella, chiamato a salvare il paese dal baratro.

Ci sarà spazio per la rete unica?

Ci sarà spazio per la rete unica? I dossier sul tavolo del Premier sono tanti: dalla vicenda Aspi, al piano vaccinale, al salvataggio di Alitalia, rinnovo della Cig, fine del blocco dei licenziamenti.

Se alla fine Mario Draghi otterrà l’incarico, come auspicato dai più in Italia e all’estero, resta da capire in che modo intenderà affrontare il tema rete unica. Quel che si sa è che l’ex presidente della BCE considera il digitale una leva strategica per la ripresa del paese.

Ma quale sarà il rapporto di un eventuale Governo Draghi con i vertici di Tim e con i suoi azionisti?

Credibilità del Paese e Recovery Fund

La priorità del prossimo presidente del Consiglio italiano sarà quella di garantire la credibilità del Paese verso gli investitori stranieri e di stilare in poco tempo il Recovery Plan e probabilmente lo riscriverà da zero.

Quanto spazio sarà riservato al digitale e alla banda larga?

Crescerà la quota riservata a 5G, banda larga e satellite che nell’attuale versione del piano è di 4,2 miliardi di euro? Secondo Asstel ce ne vorrebbero almeno 10 di miliardi.

Tutela della concorrenza

Di certo Mario Draghi ha nel suo Dna la tutela della concorrenza. Di sicuro non potrà essere fautore di un ritorno a posizioni di monopolio non gradite a Bruxelles.

Il nuovo Premier vorrà rischiare un confronto dell’Italia in Europa con l’Antitrust sulla rete unica?

Il piano di FiberCop

C’è da dire poi che il piano di Tim tramite FiberCop, al di là delle sovrapposizioni con quello di Open Fiber, prevede ingenti investimenti privati nelle aree grigie del paese.

Ma non c’è forse il rischio che in questo modo il piano di FiberCop entri in conflitto con il Recovery Plan?

Se l’azienda annuncia investimenti privati nelle aree grigie, l’Europa potrebbe domandarsi a cosa servono i fondi del Recovery Plan destinati alle medesime aree grigie, dove Infratel dovrebbe indire a breve una nuova gara nel quadro del piano BUL.

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