Rete unica Tlc, Pisano: “Si può fare ma serve un lavoro di squadra”

La ministra dell’Innovazione: “La collaborazione fra tutti i player sia la bussola”. E sulla PA digitale: “Bisogna spingere sull’open innovation e coinvolgere le startup”.

Paola Pisano

Nella creazione della rete unica a banda ultralarga serve “collaborazione fra tutti gli attori”.

Lo ha sottolineato, a margine dello Startup Day in Bocconi, il ministro dell’Innovazione, Paola Pisano. “Presiederò la prima riunione del comitato banda ultralarga il 19.

Prima di allora non voglio rilasciare dichiarazioni”, ha detto.

Al tempo stesso il ministro ha però precisato come sia “ovvio che anche su questa tematica ci vuole collaborazione fra gli attori perché ne abbiamo di molto importanti, con molte competenze e serve fare un lavoro di squadra”.

“Creare un’infrastruttura capillare, sicura e innovativa all’interno del nostro Paese si può fare e non vedo perché non si debba fare, ma poi bisogna pensare anche ai mercati esteri perché negli altri Paesi possiamo andare a vendere le nostre infrastrutture”, ha aggiunto.

Pisano ha focalizzato il suo intervento anche sul tema della PA digitale, sottolineando l’importanza del ruolo che possono svolgere le startup. 

“Se avviciniamo le startup alla pubblica amministrazione, faremmo crescere anche le grandi aziende parastatali – ha spiegato la ministra – Se lo fanno in tanti nel mondo lo possiamo fare anche noi in Italia.

Si chiama open innovation ed è uno delle bussole dell’operato del ministero”.

Il secondo impegno è “riuscire a fluidificare l’innovazione sul territorio, supportare start up” ma non solo nella nascita.

“Dobbiamo creare anche un ecosistema – ha proseguito Pisano – Il Fondo nazionale per l’innovazione darà una grossa mano ma bisogna creare fondi per supportare anche la crescita; fare formazione per i nostri venture capitalist che devono diventare più forti e infine bisogna collaborare di più tra Paesi”.

La firma del Manifesto per la Sostenibilità Digitale

La ministra dell’Innovazione Paola Pisano firma per prima il Manifesto per la Sostenibilità Digitale, elaborato dal Digital Transformation Institute e finalizzato a fornire spunti di riflessione importanti sugli impatti delle tecnologie digitali sulla società.

I dieci punti, presentati Giovedì scorso alla Camera dei Deputati nel corso dell’ottava edizione di Tecnologia Solidale, infatti, aiuteranno a comprendere come sfruttare positivamente le leve della tecnologia e del digitale, facendo riferimento agli obiettivi definiti dalle Nazioni Unite in Agenda 2030 al fine di indirizzare nel modo giusto le scelte politiche sui più disparati temi che la tecnologia tocca.

“Il ministero dell’Innovazione – ha affermato la Ministra Paola Pisano sottoscrivendo il Manifesto – punta sulla sostenibilità economica e sociale quale leva di innovazione e sviluppo, ed evidenzia come la tecnologia sia un alleato indispensabile per supportare un processo di sviluppo che metta al centro la sostenibilità.

Ambiente, economia e società fanno parte di un sistema complesso del quale la politica deve occuparsi in maniera unitaria, non si può quindi prescindere da questa consapevolezza per sviluppare le politiche del futuro e dare senso compiuto all’innovazione”.

“Partendo dalla consapevolezza che definire la direzione del cambiamento prodotto dalla trasformazione su persone, ambiente, società, cultura, economia – ha evidenziato Pisano – sia una responsabilità comune, il manifesto sottolinea come non abbia senso chiedersi se la tecnologia sia buona o cattiva, ma piuttosto ritiene fondamentale “interrogarsi sugli impatti negativi per minimizzarli e concentrarsi su quelli positivi per valorizzarli”.

Nel Manifesto viene anche definito il concetto di impatto positivo come “contributo della tecnologia allo sviluppo di una società sostenibile”, tenendo conto dei criteri di sostenibilità economica, sociale ed ambientale consolidati nei diciassette goal di Agenda 2030.

Criteri che il sistema di decision maker, fatto di intellettuali, accademici, ricercatori, operatori dell’informazione, deve conoscere e promuovere per orientare le scelte e favorire uno sviluppo tecnologico orientato in una direzione compatibile e strumentale a un mondo sostenibile.

“L’adesione della ministra Paola Pisano ai princìpi del Manifesto, oltre che essere per noi un importante riconoscimento ed una grande soddisfazione, è un forte segnale di attenzione sul tema da parte di una Istituzione strategica per il Paese come il neonato ministero per l’Innovazione – dice Stefano Epifani, Presidente del Digital Transformation Institute – Che il ministero si muova nell’ottica di considerare le tecnologie per la trasformazione digitale come strumenti per supportare la sostenibilità economica e sociale è un’importante indicazione strategica.

Dare un senso alle tecnologie è fondamentale per costruire valore attraverso di esse.

Farlo indirizzando gli sforzi verso la sostenibilità è oggi particolarmente significativo: che il Ministro per l’Innovazione consideri la sostenibilità un obiettivo prioritario è davvero un bel segnale”.

“Con il Manifesto per la Sostenibilità Digitale – continua Epifani – vogliamo definire l’approccio concettuale di un modello di intervento che utilizzeremo per tutte le attività dell’Istituto. Su questa linea nei prossimi mesi avvieremo numerose altre attività nell’ambito della ricerca e della divulgazione.

Pensiamo infatti che la declinazione della tecnologia in una sua dimensione strumentale alla sostenibilità rappresenti un passaggio di importanza cruciale per dare la giusta direzione allo sviluppo tecnologico.

In un momento in cui tutti si chiedono se la tecnologia faccia bene o male, è importante riflettere – piuttosto – su come fare a sviluppare una tecnologia che sia pensata per fare bene. E fare bene vuol dire perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030”.

 

Fonte: CorCom

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