Rete unica Tlc, tavolo con gli operatori per trovare la quadra sugli investimenti

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Linea comune di maggioranza (5Stelle, Pd, Italia Viva e Leu), Forza Italia e Lega. Rimodulata la proposta di Fratelli d’Italia. Ecco come stanno (davvero) le cose.

Di M. Fiordalisi | Direttore CorCom

Dare vita a un tavolo con tutte le telco per discutere la questione degli investimenti e della rete unica delle Tlc.

È su questa posizione che si sono allineate tutte le forze politiche, al netto di Fratelli d’Italia la cui mozione è stata già fortemente rimodulata dal Governo lo scorso 16 luglio checché continuino a circolare note, a firma della presidente Giorgia Meloni secondo cui  sarebbe stata approvata la mozione in questione.

Il confronto aperto fra tutti gli attori in campo a garanzia della concorrenza e dell’accesso a pari condizioni per tutti alla rete unica in fibra – progetto su cui si discute da mesi – è la linea emersa attraverso le mozioni presentate dalla maggioranza, ossia da 5Stelle, Pd, Italia Viva e Leu -primi firmatari Davide Serritella, Enza Bruno Bossio, Luciano Nobili e Nicola Stumpo – ma anche di quelle di Forza Italia – prima firmataria Federica Zanella – e della Lega, primo firmatario Alessandro Morelli.

Fare chiarezza su quanto sta accadendo è importante considerato che stanno circolando una serie di fake news riguardanti il via libera alla mozione di Fratelli d’Italia, anche veicolate attraverso fonti di informazioni.

La mozione di Fratelli d’Italia – come si evince dallo stenografico della seduta alla Camera del 16 luglio – è stata rimodulata. Il sottosegretario al Mise Gian Paolo Manzella, che ha la delega sulla banda ultralarga ha ampiamente chiarito il contesto:

“Quanto alla opportunità di muovere dall’attuale situazione di concorrenza infrastrutturale a una soluzione di rete unica a banda ultralarga, va precisato, innanzitutto, che il Governo è già stato chiaro. Valgano, sul punto, le recenti prese di posizione dei Ministri Gualtieri e Patuanelli, i quali hanno ribadito in più sedi come il Governo incoraggi un costruttivo confronto per ottimizzare gli investimenti e dare vita a un’infrastruttura unica e integrata.

Insieme a questi, ci sono anche alcuni principi: la rete dev’essere aperta a tutti gli operatori e gestita in maniera non discriminatoria, nel rispetto delle regole di mercato, in linea con le migliori pratiche regolatorie e del diritto della concorrenza.

Su quest’ultimo punto, in particolare, va ribadita la necessità di evitare il formarsi di rendite di posizione che ostacolino lo sviluppo della concorrenza dinamica e soprattutto dell’innovazione”.

È il secondo impegno, quello più “strategico” presentato da Fdi – prima firmataria Giorgia Meloni – che è stato completamento riformulato.

Questo l’originale presentato:

“a promuovere, mediante la partecipazione azionaria detenuta da Cassa depositi e prestiti in Tim e in Open fiber, l’aggregazione dei beni relativi alle reti di telecomunicazioni e a tutti gli asset infrastrutturali appartenenti a diversi operatori in capo a un soggetto giuridico non verticalmente integrato, creando una società unica della rete, con modello di business fondato sul wholesale only e controllato dalla stessa Cassa depositi e prestiti”.

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