Tim, via a maxi-progetto educazione digitale. Obiettivo: 1 milione di cittadini

Coinvolte 107 provincie. Focus sui centri tra 10mila e i 60mila abitanti Si parte a novembre dal comune di Marsala, in Sicilia.

fibra Tim

Diffondere l’educazione digitale a 1 milione di cittadini.

Attraverso corsi di formazione diffusi sul territorio e che coinvolgeranno anche parrocchie, polisportive, centri anziani.

È questa la sfida che Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Tim ha annunciato dal palco dell’EY Capri Digital Summit.

Marsala primo comune in campo

L’iniziativa – che sarà accompagnata con una campagna mediatica in Rai dal 29 ottobre – punta su 107 provincie e in particolare sulle località fra i 10mila e i 60mila abitanti.

Over 50 e titolari la licenza media i principali destinatari dell’iniziativa, ma non solo.

E sarà la cittadina siciliana di Marsala a debuttare per prima già a novembre.

“Sarà un progetto di inclusione digitale, di formazione itinerante nei comuni italiani con dei corsi di formazione”, ha annunciato Gubitori puntualizzando che “l’iniziativa è aperta a tutti i comuni e strutture sul territorio che vogliano partecipare”.

E approfittando della convention caprese Gubitosi ha anche lanciato l’appello ai manager presenti: “Candidate la vostra città”, ha detto invitando anche altre aziende a partecipare al progetto, a partire dal ceo Continental Europe di Sky, Andrea Zappia, che ha subito deciso di “firmare” il Manifesto della Repubblica digitale presentato dal numero uno del Team della Trasformazione digitale Luca Attias.

Il progetto di Tim, ecco cosa prevede

“Bisogna partire dalle cose semplici ma utili – ha detto Gubitosi -.

Insegneremo ad esempio come si apre una pec o come si attiva lo Spid. Ogni persona che porteremo a bordo sarà un successo”.

Tim lavorerà con il ministro dell’Innovazione ed anche della Funzione pubblica, ha detto l’Ad dell’azienda. Alla ministra dell’Innovazione, presente all’evento di Capri, Gubitosi ha sottolineato “l’importanza di un interlocutore certo”.

Ed è “bene continuare le cose che sono state fatte bene. Altrimenti per le aziende diventa difficile investire e mettere in campo risorse in logica di lungo periodo”.

“Per noi – ha subito risposto il ministro – il supporto di aziende come Tim è importantissimo, non sono tematiche che si possono affrontare da soli.

Avere le competenze e il supporto economico, strategico e di diffusione per noi è estremamente importante”.

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